C’è una cartina geografica, esile e ferita, che campeggia al centro della sala, disegnata da Lucio Bastolla. È l’Ucraina, con i suoi contorni marcati dalla sofferenza, ma anche da una luce che non si spegne. Una luce fatta di mani tese, di voci che si uniscono, di colori che tornano a raccontare la speranza. Così si è aperto il 16 aprile l’evento di beneficenza voluto dalla professoressa Paola Capone, che ha inaugurato la serata con un’opera che è insieme sogno e dolore, battito e resistenza.

Rotary e Lions insieme

Nelle sale del Circolo Canottieri di Salerno, una sera di primavera ha raccolto, come in un abbraccio, dodici club Rotary e dodici club Lions, accomunati da un’unica parola: solidarietà. 

La forza dei piccoli segni

L’idea é nata dall’urgenza del cuore: raccogliere fondi per i bambini e le famiglie ucraine, con un’asta di opere d’arte donate da ottanta artisti e da tanti sponsor (Grafica Metelliana, Sisi Siniscalchi, De Luca Attrezzature per la Ristorazione, Vallepiana, Taverna Penta, IASA, FEDER.S.P. e V.)  Ottanta voci, ottanta sguardi che hanno messo a disposizione il proprio sentire per trasformarlo in aiuto. Come una tessitura paziente, l’organizzazione ha intrecciato esperienze, contatti, generosità.

Una mappa per non smarrirsi

Il cuore dell’iniziativa, rappresentato simbolicamente dall’opera di Lucio Bastolla, ha dato un volto alla speranza. Ma anche un nome: quello di ogni bambino aiutato, di ogni madre sostenuta, di ogni anziano accompagnato. Gli artisti, da Pietro Lista a Nello Ferrigno, da Luigi Liguori a Chicca Regalino, da Sasà Mautone a Lucio Liguori, hanno messo nelle loro opere non solo il talento, ma una delicatezza rara, quasi antica.

E poi ci sono i club, le associazioni, i volontari, che hanno scelto di esserci. Di donare un frammento del proprio tempo e della propria energia a chi, da lontano, combatte ogni giorno una battaglia per la dignità.

Un ponte tra le rive

Il ricavato dell’asta rappresenta un gesto concreto, ma è anche molto di più. È il simbolo di un’umanità che non ha dimenticato il valore dell’empatia, che sa ancora chinarsi su chi ha bisogno.

Un soffio di pace

Ci piace pensare che, in questa serata salernitana, tra i tavoli colmi di colori e le voci in dialogo, sia passato anche un soffio di pace. E che ogni pennellata donata sia servita, almeno un po’, a costruire un ponte. Non solo verso l’Ucraina, ma verso un’idea più alta e più giusta di mondo.

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di Ornella Trotta

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