“L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro.”
Così comincia la nostra Costituzione. Ma oggi, Primo Maggio, la domanda brucia: su quale lavoro è davvero fondata l’Italia di oggi?
Il lavoro che non rende liberi
Perché il lavoro c’è, ma non sempre libera. A volte opprime. Ci sono dipendenti con 1.200 euro al mese, che devono contare gli spiccioli, che non possono permettersi imprevisti, che vivono in equilibrio precario tra necessità e rinunce.
Gli autonomi e le tasse
E poi ci sono gli autonomi, gli artigiani, quelli che ogni giorno aprono bottega con coraggio e con paura. Come il barbiere di provincia, il suo salone è sempre pieno, accorsatissimo. Eppure non ce la fa più. Le tasse, i costi fissi, i contributi, la difficoltà di trovare collaboratori. Non può alzare i prezzi per non perdere la clientela. Così ha fatto domanda per lavorare come collaboratore scolastico. “Almeno lì lo stipendio è sicuro”, dice. E poi, a mezza voce, confessa: “Forse lavorare in nero sarebbe meglio. Guadagnerei di più e dormirei meglio.” È una frase che fa male. Ma non è isolata. Perché oggi il lavoro non garantisce più dignità, non assicura un futuro. Il lavoro che dovrebbe essere fondamento della Repubblica spesso diventa una condanna silenziosa.
L’ingiustizia sulla pelle
E quella povertà nascosta, la si legge. Non solo nei dati, ma negli sguardi, nei silenzi, negli atteggiamenti. La leggo ogni mattina negli occhi dei miei studenti, nei loro gesti trattenuti, nella dignità silenziosa con cui affrontano la fatica. Sono meravigliosi, fieri, pieni di sogni. Eppure su molti di loro pesa già, troppo presto, l’ingiustizia di un Paese che non protegge chi lavora.
La Costituzione resta un foglio di carta
Il Primo Maggio non può più essere solo una ricorrenza. Deve tornare a essere una promessa mantenuta. Serve un nuovo patto: sociale, politico, umano. Perché senza un lavoro vero, sicuro, giusto, la Costituzione resta un foglio, e non una casa.
Ma buon primo maggio comunque
Buon Primo Maggio a chi lavora. A chi resiste. A chi sogna un’Italia fondata, davvero, sul lavoro che rende liberi.