Gaetano Fierro è l’autore di “La grande Lucania”, saggio denso e appassionato. L’autore è una figura di rilievo del panorama culturale e politico lucano. Nato a Potenza nel 1945, con una solida formazione in lingue e sociologia, è stato per quindici anni sindaco del capoluogo lucano, guidandolo anche nel difficile periodo successivo al terremoto del 1980. Consigliere regionale e autore di numerosi saggi dedicati al Mezzogiorno, Fierro porta in questo libro tutta la sua esperienza amministrativa, il suo rigore intellettuale e la sua visione utopico-realistica.
Lucania allargata
Nel volume Fierro sviluppa un progetto ambizioso: la ricostruzione di un’identità lucana allargata, storicamente fondata e strategicamente proiettata verso un futuro sostenibile. L’idea è quella di aggregare tre grandi parchi nazionali — il Parco del Pollino, quello del Cilento e Vallo di Diano e quello dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese — in un unico sistema interregionale che, per estensione e valore ecologico, diverrebbe la più vasta area protetta dell’Europa occidentale.
Dalla Magna Graecia ai tempi nostri
Il libro, sostenuto anche da una ricca documentazione normativa e cartografica, si muove tra passato e presente. Fierro risale alla Lucania romana e alla Magna Grecia per costruire le radici di un’identità condivisa tra territori oggi divisi amministrativamente tra Basilicata, Campania e Calabria. Ne emerge un affresco suggestivo, che intreccia storia, paesaggio, cultura materiale e desiderio di autonomia. Il Cilento, il Vallo di Diano, la Valle dell’Agri, l’area del Pollino — sono descritti come realtà omogenee per storia e vocazione, oggi penalizzate da una frammentazione istituzionale che ne indebolisce il potenziale.
Lucania ricca di risorse naturali ed economiche
Fierro non si limita all’analisi culturale e geopolitica: dedica ampio spazio alle specificità ambientali e produttive dei territori. Dalla zootecnia del basso Tanagro alle tipicità frutticole del Vallo di Diano, dai borghi del Pollino alla pastorizia lucana, passando per i prodotti DOP e IGP (vino, olio, legumi, formaggi) e le riserve naturali orientate (come quelle del Fiume Lao o della Valle del Mercure), il libro documenta la ricchezza delle risorse naturali ed economiche, evidenziando come un sistema integrato di tutela e valorizzazione possa rappresentare un volano di sviluppo.
Non sogno, ma progetto possibile
Lo stile è diretto, coinvolgente, con un tono che oscilla tra la passione civile e la precisione amministrativa. Fierro mostra una padronanza rara tanto dei dati quanto delle dinamiche socio-territoriali. La sua proposta non è un sogno fine a sé stesso, ma un progetto sostenuto da riferimenti legislativi precisi (dalla Legge Quadro 394/91 al DPR istitutivo del Parco del Cilento), dalla logica del sistema Natura 2000 e da esperienze già consolidate di collaborazione interregionale.
La Lucania grande
In conclusione, La Grande Lucania è un testo di grande valore civile, capace di unire ricerca storica, proposta politica e visione ambientale. È un libro per amministratori, studiosi, cittadini consapevoli: per chi crede che il Sud non sia un problema da risolvere, ma una risorsa da riconoscere. Fierro ci ricorda che esiste una Lucania grande non solo per estensione, ma per dignità culturale, coerenza storica e potenziale futuro.
Perché è utile valorizzare “la periferia”
Oggi il Mezzogiorno, e in particolare le aree interne del Sud, soffre una marginalità sistemica, spesso aggravata da modelli di sviluppo che privilegiano le metropoli e le coste. Il progetto della Grande Lucania, invece, valorizza la “periferia” come centro propulsore di coesione sociale, sviluppo sostenibile e identità condivisa. In tal senso, anticipa molte delle direttrici dell’Agenda 2030 di e del Green Deal europeo: tutela della biodiversità, valorizzazione dei patrimoni locali, partecipazione delle comunità, interconnessione territoriale. Il recente ritorno d’interesse verso i borghi, il turismo lento, le filiere corte, la digitalizzazione diffusa e il riequilibrio tra centro e periferia — accelerato anche dalla pandemia — rafforzano la validità della visione di Fierro.
Nuovo patto tra storia e futuro
Inoltre, la transizione ecologica non può che partire da territori come quelli della futura Grande Lucania: già ricchi di parchi, produzioni sostenibili e pratiche tradizionali a basso impatto. In definitiva, l’idea della Grande Lucania non è solo un progetto culturale o ambientale: è una proposta politica di lungo respiro, capace di unire popoli, territori e visioni. Non utopia, ma concretezza: un nuovo patto tra storia e futuro, tra natura e società, tra memoria e innovazione.