Campagna- Si è svolto ieri, sabato 17 maggio, uno degli eventi più sentiti e suggestivi dell’anno giubilare a Campagna: la discesa della Madonna di Avigliano dalSantuario fino alla Concattedrale. Un momento di intensa spiritualità voluto dal parroco don Carlo Magna e reso ancora più significativo dal legame profondo che unisce la comunità alla sua Regina incoronata.

Tanti i fedeli

L’iniziativa, fortemente voluta nell’ambito dell’Anno Giubilare indetto da Papa Francesco e proseguito da Papa Leone XVI, ha visto la partecipazione di numerosi fedeli che hanno accompagnato con devozione la sacra effigie lungo le vie della città. Il corteo è partito alle ore 17 dal Santuario ed è giunto a Largo Concezione intorno alle 18, dove i Portatori dei Santi hanno preso in carico la sacra statua per condurla in Concattedrale.

Credits Ottavio Torres

Le confraternite

Ad attendere la Madonna, in un clima di raccoglimento e commozione, le Confraternite cittadine: quella del Carmine Monte dei Morti, quella della Madonna della Neve e S. Antonino. Significativa la presenza della statua di San Bernardino da Siena, con Sant’Antonino Abate, a ricordare l’antica stampa che legava i due santi protettori alla città e all’intercessione mariana.

Una rievocazione che ha radici antiche

Il corteo ha rievocato un evento storico celebrato oltre cento anni fa, quando la città, in segno di profonda riconoscenza, incoronò la Madonna di Avigliano per le sue grazie e la sua protezione. Durante la celebrazione in Concattedrale, è stato rinnovato l’atto di affidamento della città, un gesto potente che ha unito istituzioni, confraternite e semplici cittadini sotto il segno della fede. “Insieme si è detto – possiamo pregare ed affidarci all’intercessione della Vergine e dei Santi Patroni, chiedendo i doni del progresso spirituale e civile per la nostra comunità”. L’iniziativa è stata promossa da don Carlo Magna, rettore del santuario e dai priori delle confraternite. Una giornata che ha riannodato il filo tra passato e presente, sacro e quotidiano, memoria e speranza.

Credits foto Ottavio Torres

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di Liberato Luongo

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