Giuristi contro il Governo: «Prestare le basi agli USA violerebbe la Costituzione»

Una voce autorevole e allarmata si leva dal mondo del diritto contro le recenti dichiarazioni della Presidente del Consiglio in merito all’ipotesi di “prestito” delle basi militari italiane agli Stati Uniti, in caso di intervento americano nel conflitto tra Israele e Iran. Un gruppo di giuristi – tra cui professori universitari, esperti di diritto internazionale e costituzionalisti – ha diffuso un comunicato stampa con cui mettono in guardia la cittadinanza italiana e le istituzioni. Al centro della preoccupazione, le implicazioni giuridiche e costituzionali di un eventuale appoggio, diretto o indiretto, all’azione militare israeliana contro l’Iran, già avviata nei giorni scorsi.

Si invoca il diritto internazionale

Secondo i firmatari, l’attacco israeliano rappresenta “con ogni probabilità, un uso della forza armata internazionalmente illecito”, in quanto non giustificato da un attacco armato in atto, ma basato su mere supposizioni circa la preparazione di armi nucleari da parte dell’Iran – una condotta che non trova legittimazione nel diritto internazionale.

L’Italia ripudia la guerra

Ancora più grave, scrivono i giuristi, sarebbe un eventuale coinvolgimento degli Stati Uniti a sostegno di Israele: tale intervento si configurerebbe come complicità in un’azione illegittima, e ogni forma di supporto italiano – come l’uso di basi militari sul nostro territorio – comporterebbe una violazione dell’articolo 11 della Costituzione, che ripudia la guerra “come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Il testo

Il comunicato sottolinea che l’Italia non può in alcun caso partecipare o agevolare un conflitto armato privo di base giuridica, nemmeno se esso venisse considerato parte di un più ampio scenario bellico tra Israele e Iran. Anzi, è proprio in un contesto tanto pericoloso – si legge – che il nostro Paese dovrebbe mostrarsi coerente con i valori fondanti della Costituzione e del diritto internazionale, “nati dalla sconfitta del nazifascismo”. Parole dure vengono riservate all’attuale Governo, accusato di “insipienza giuridica” e di un “palese disprezzo per la legalità costituzionale e internazionale”, aggravato dalla “oggettiva complicità nei crimini in corso nei territori palestinesi occupati”.

La proposta dei giuristi

Nel momento in cui la possibilità di un’escalation nucleare torna a spaventare il mondo, i giuristi propongono una via alternativa: la costruzione di un fronte non allineato, indipendente dalle logiche di Washington e Bruxelles, e capace di porsi in difesa del diritto, della pace e della dignità umana.

I sottoscrittori

Tra i firmatari figurano autorevoli nomi del panorama accademico e giudiziario italiano, tra cui Pasquale De Sena, Ugo Mattei, Barbara Spinelli, Alberto Lucarelli, Lucilla Gatt, Luca Nivarra, Domenico Gallo, e molti altri.

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di Ornella Trotta

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