Tipi da palestra. Storie leggere tra pesi, sorrisi e caffè
Eboli – Alla palestra “Postura e Movimento” non si entra solo per allenare i muscoli, ma anche per allenare l’anima. Basta varcare la soglia a metà mattina per respirare un’aria che profuma più di umanità che di sudore. C’è chi arriva in pantaloncini tecnici e scarpe performanti, certo. Ma c’è anche chi si presenta in infradito, bibita in mano e cannuccia colorata. Qui nessuno giudica: si ride, ci si incoraggia e si sorseggia il caffè . Dario Mirra accoglie con sorrisi sornioni. Incoraggia.

Fuori, il sole picchia forte. Dentro, si suda (poco), ma con il sorriso. L’ambiente è fresco di energia buona, un po’ anche di aria condizionata. Il cuore si allena prima dei quadricipiti. Il personal trainer incita con lo sguardo e col sorriso. Una signora con fascetta colorata tra i capelli cammina sul tapis roulant con la grinta di una maratoneta. Ha i ricci bianchi e l’anima piena di sole: la guardi e capisci che in quel corpo abita ancora una bambina con tanta voglia di giocare.

E poi c’è il sacerdote. Viene da lontano, ma è di casa. Dispensatore di sorrisi e sacralità, rigorosamente in pantaloncini e maglietta (sudatissima). Incoraggia e sorride molto. La fede la porta nel cuore e sulle spalle, tra un curl con i manubri e una pacca sulla spalla a chi ha bisogno di conforto più che di consigli.

In fondo alla sala, mentre i pesi tintinnano e la musica accompagna il ritmo dei passi, c’è chi si siede a osservare, chi si rialza con fatica, chi si reinventa a ogni esercizio. Il tappeto rosso al centro della sala sembra quasi un invito a sfilare con fierezza i propri limiti, mentre la vita – quella vera – passa in mezzo ai bilancieri e ai rulli di carta per pulire le macchine.

In questo angolo di mondo, la palestra diventa teatro quotidiano di rinascite silenziose. Dietro ogni piegamento, ogni flessione, ogni attimo di resistenza, c’è una storia. E forse, a ben vedere, anche un po’ di poesia.