Zelensky in giacca e cravatta alla Casa Bianca. Trump applaude, l’Europa paga: ombre e cifre di un vertice che fa discutere

Zelensky in giacca e cravatta

Ieri Zelensky si è presentato alla Casa Bianca in giacca nera e camicia bianca. Nessuna mimetica, nessun maglione da guerra. L’uomo che da oltre tre anni guida la resistenza ucraina ha scelto stavolta l’abito da diplomatico. Un cambio d’immagine che ha colpito anche Donald Trump: “Finalmente sembri un presidente”, avrebbe commentato con tono compiaciuto. Ma l’abito, per quanto elegante, non basta a sciogliere i dubbi di un vertice carico di tensione.

La foto

La foto ritrae un’alleanza compatta: Trump al centro, Zelensky accanto, poi Ursula von der Leyen, Macron, Scholz, Meloni e gli altri leader europei. Uniti, così pare, per la difesa di Kiev. Ma al di là della cornice simbolica, restano forti le perplessità sul contenuto reale dell’incontro.

100 miliardi di dollari per le armi

In ballo c’è un pacchetto da 100 miliardi di dollari: armi americane che l’Europa s’impegna a pagare, in cambio di garanzie strategiche sull’approvvigionamento energetico e la sicurezza dei propri confini. Un piano ambizioso che sa di mediazione elettorale. Trump, già proiettato verso le presidenziali di novembre, appare più preoccupato della scena che della sostanza. C’è anche chi teme un retroscena ancora più inquietante: un’intesa sotterranea con Putin, forse già abbozzata, che potrebbe ridefinire le condizioni di pace a scapito dell’Ucraina. Un’ipotesi che circola nei corridoi diplomatici e che getta un’ombra sul vertice di Washington, pur nella sua veste ufficiale.

Meloni non invierà soldati italiani

L’Italia ha confermato il proprio sostegno a Kiev, ma con prudenza. La premier Giorgia Meloni ha ribadito il no all’invio di soldati italiani, pur garantendo il supporto umanitario e logistico. Una posizione che riflette il clima di incertezza in Europa, dove il sostegno alla causa ucraina convive con la paura di un coinvolgimento diretto.

La forza della diplomazia

Intanto la guerra continua. Le vite spezzate non conoscono pause diplomatiche, e le città sotto assedio non si salvano con le foto di gruppo. Il gesto di Zelensky, però, resta significativo. Forse non per Trump, forse non per Putin, ma per tutti coloro che credono ancora nella forza della diplomazia. Nella possibilità che la pace non sia solo una parola buona per i comunicati stampa, ma un percorso, difficile e lento, da costruire insieme. Il bello è che anche una giacca può diventare, nel momento giusto, un messaggio di speranza.

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di Ornella Trotta

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