Cala il sipario sulla 24esima edizione del Villammare Festival Film&Friends, e con esso resta viva l’eco di un evento che ha saputo fondere bellezza, passione e radici. Non è solo una rassegna cinematografica, quella che dal 22 al 29 agosto ha animato il borgo marinaro del Golfo di Policastro: è una dichiarazione d’amore verso il Sud che non si arrende, che crea, che sogna.

Tra i riflessi caldi del tramonto e il mormorio del mare, si sono alternate voci e volti noti del panorama italiano – da Sergio Rubini, attore e regista di profonda sensibilità, a Stefano Fresi, artista poliedrico capace di far dialogare musica, cinema e teatro – a testimoniare quanto il cinema possa ancora essere artigianato nobile e motore di relazioni.

Un festival palestra per i giovani

Ma l’anima più autentica del Festival non sta soltanto nei grandi nomi. Sta nella sua capacità di essere palestra per i giovani, trampolino per i cortometraggi, spazio libero dove il talento può sbocciare. Ed è qui che entra in scena, come partner e protagonista silenziosa, ma concreta, la Banca Monte Pruno, che con il suo Premio Speciale ha rinnovato la vocazione a investire in ciò che spesso sfugge alle logiche del mercato: la cultura, il paesaggio, le storie minori che fanno grande un territorio.

Vince “Terre di silenzi e meraviglia”

Il bello è che il riconoscimento è andato al film-maker Gianluigi Casella, autore di “Terre di silenzi e meraviglia. Il futuro dei luoghi che restano”, un cortometraggio che è anche un atto di resistenza poetica. Dalle immagini sospese di Roscigno Vecchia alle acque sacre dell’Auso di Sant’Angelo a Fasanella, dalle Gole del Sammaro al Monte Cervati, Casella firma un piccolo capolavoro che è, al tempo stesso, documento e visione, viaggio e memoria.

Trasformare il cineturismo in leva economica

Un premio che non è solo un applauso, ma un investimento culturale e strategico. Lo ha sottolineato bene la dirigenza della Banca Monte Pruno, rappresentata nella serata finale da Lorenzo Cuda e Giuseppe Oristanio, ricordando che il sostegno al Festival non è un gesto isolato, ma parte di una precisa visione: trasformare il cineturismo in leva economica, creare circuiti virtuosi tra cinema e sviluppo locale, valorizzare il “fuori mappa”, i luoghi che non fanno notizia ma raccontano la nostra identità più profonda.

Il presidente Albanese: “Costruiamo qui il futuro”

In questo, la Monte Pruno conferma la propria natura di banca del territorio nel senso più nobile del termine. L’ha ricordato il Presidente Michele Albanese: “Queste azioni, che si affiancano a progetti come il docufilm prodotto dalla Fondazione Monte Pruno, oggi visibile su Amazon, sono semi lanciati per costruire un domani in cui le comunità non siano costrette a scegliere tra radici e futuro”.

Il Villammare Festival, anno dopo anno, si afferma così come un laboratorio a cielo aperto dove arte e territorio si contaminano, dove la costa e l’entroterra si stringono la mano, dove la cultura non è orpello ma infrastruttura invisibile di sviluppo. E in un tempo che consuma velocemente emozioni e relazioni, c’è qualcosa di profondamente rivoluzionario nell’idea di fermarsi a guardare un corto, a raccontare un borgo, a premiare chi resta.

Dove abita il futuro

Forse il futuro abita proprio lì: nei luoghi che resistono, nei silenzi che sanno parlare, nelle meraviglie che impariamo di nuovo a vedere.

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di Ornella Trotta

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