Vivere bene con la spondiloartrite: la lezione del prof. Salvatore D’Angelo
La parola “spondiloartrite” può sembrare difficile, quasi minacciosa. Indica in realtà un gruppo di malattie reumatiche che colpiscono la colonna vertebrale e le articolazioni, spesso con dolori e rigidità che cambiano la vita quotidiana. Ma “la buona notizia – spiega il professore Salvatore D’Angelo, professore di Reumatologia dell’Università degli Studi della Basilicata, medico del Dipartimento di Reumatologia dell’Ospedale San Carlo di Potenza – è che oggi si può convivere con questa condizione senza rinunciare a una vita serena”.
L’attività scientifica del professore D’Angelo è stata presentata nell’ambito del progetto SuperScienceMe 2025.
Dalla diagnosi alla terapia
Il primo passo è la diagnosi: riconoscere tempestivamente i segnali permette di intervenire subito e di prevenire il peggioramento. Il professor D’Angelo sottolinea l’importanza di un percorso accurato e personalizzato, che tenga conto non solo della malattia, ma della storia clinica e dello stile di vita del paziente”.
I farmaci biologici: una rivoluzione
Al centro delle cure ci sono i farmaci biologici, terapie innovative che hanno cambiato il destino di migliaia di persone affette da spondiloartrite. “Questi farmaci agiscono in modo mirato, riducendo l’infiammazione e migliorando la mobilità”. Non si tratta soltanto di ridurre il dolore, ma di restituire la possibilità di vivere normalmente: lavorare, fare sport, dedicarsi agli affetti.
Lo stile di vita
Ma i farmaci da soli non bastano. “Il paziente deve muoversi, deve vivere – ricorda il professore D’Angelo- l’attività fisica regolare è parte integrante della terapia, così come la consapevolezza che il benessere è frutto di un equilibrio complessivo. Camminare, fare ginnastica dolce, praticare sport compatibili diventa una forma di cura tanto quanto la medicina”.
Una nuova prospettiva
Il messaggio è chiaro: la spondiloartrite non è una condanna, ma una sfida che si può affrontare con gli strumenti giusti. L’incontro tra scienza e vita quotidiana apre la strada a un futuro in cui il dolore non è più protagonista, ma semplice compagno domato da una nuova alleanza: quella tra pazienti consapevoli e medici capaci di ascoltare e curare.
Il bello della ricerca
Ed è proprio qui che risiede il bello della ricerca: trasformare una malattia cronica in una condizione gestibile, aprendo spazi di libertà a chi, fino a pochi anni fa, vedeva ridursi il proprio orizzonte.
Vivere bene con la spondiloartrite : la lezione del prof. Salvatore D’Angelo