“La cosa più preziosa che possiamo fare con le parole… è ascoltarle. Anche quando esitano, anche quando si spezzano.”
In questo libro, le parole sembrano nascere come conchiglie: nascoste, levigate dalla vita, pronte a risuonare solo per chi sa ascoltare. Antonio Ragone, autore delicato e profondo, ci regala con Ho raccontato di me al mare un’opera che parla sottovoce ma arriva dritta al cuore.
Il dialogo con il mare
Il libro, pubblicato da Editrice Punto e a Capo, si compone di circa 100 pagine e si presenta come una raccolta di riflessioni, sussurri, piccole confessioni affidate simbolicamente al mare. Non è solo il mare, però, ad ascoltare: è il lettore stesso, che viene messo in dialogo con una coscienza fragile, sincera, umana. Il mare, in queste pagine, è rifugio, memoria, specchio. Ma è anche un interlocutore silenzioso che accoglie i frammenti di un’esistenza ordinaria eppure ricca di piccole epifanie.
Stasera la presentazione
Non si tratta di un’autobiografia, né di un diario intimo, ma di qualcosa che sta nel mezzo: una conversazione pacata tra sé e sé, utile per chiunque voglia concedersi il lusso di ascoltare le proprie onde interiori. Lo presenteremo stasera, venerdì 19 settembre alle ore 19.45 nel teatro parrocchiale della Parrocchia di Sant’Antonio di Padova a Battipaglia.
Un evento che si annuncia denso di significato e atmosfera. Dialogheremo con l’autore Antonio Manzo ed io. Il sacerdote don Antonio Ragone è un animo sensibile, già noto per il suo impegno educativo, spirituale e culturale.
Un’opera che non cerca scalpore, ma che scende nel profondo
Che invita a fermarsi, a respirare, a ricordare. Che ci ricorda, con tatto e pudore, che raccontarsi è un atto di coraggio – ma anche di cura. E che a volte, per dire tutto, basta dirlo al mare.