NAPOLI. Alle ore 10:07 di oggi, 19 settembre, un lungo applauso risuona tra le mura del Duomo di Napoli: San Gennaro “ha fatto” il miracolo!

Centinaia di fedeli riuniti in preghiera fin dal primo mattino, dentro e fuori dalla cattedrale, hanno atteso che l’ampolla contenente il sangue del santo fosse mostrata e con essa si capisse se il prodigio della liquefazione fosse avvenuto.

Le origini del “Miracolo”

Ogni anno gli occhi di Napoli e del mondo intero si posano sul Duomo, dove si rinnova questo rito secolare conosciuto come il “miracolo”. L’evento non è solo un atto di devozione, ma un simbolo profondo che lega la città al suo patrono, un legame fatto di storia, speranza e identità.

L’opera di JR sulla facciata del Duomo di Napoli

 

Le prime testimonianze scritte della liquefazione risalgono al XIV secolo. Da allora, il fenomeno si manifesta regolarmente in tre occasioni: il 19 settembre, giorno del martirio del santo; il primo sabato di maggio, in occasione della traslazione delle sue reliquie; e il 1dicembre, a memoria dell’eruzione del Vesuvio del 1631, che, secondo la credenza popolare, fu fermata proprio dall’intervento del santo.

Durante la cerimonia, l’ampolla viene tolta dalla cassaforte e portata all’altare. Da quel momento inizia l’attesa, che in certi casi, come stamattina, dura solo pochi istanti. Per i napoletani, la liquefazione del sangue è un segno di benevolenza e prosperità. La sua mancata liquefazione, al contrario, è vista come un presagio infausto, a cui prestare attenzione.

Gli ultimi episodi in cui il miracolo della liquefazione del sangue di San Gennaro non si è verificato sono avvenuti nel dicembre 2020, durante lo scoppio della pandemia da COVID-19, e nel dicembre 2024 (fonte AI)..

19 settembre 2025

Questa mattina, all’apertura della cassaforte, erano presenti anche il sindaco Gaetano Manfredi e il governatore Vincenzo De Luca.

Visibilmente emozionato, dopo aver mostrato l’ampolla con il sangue liquefatto, il Cardinale Arcivescovo Battaglia ha voluto che un video messaggio fosse proiettato prima dell’inizio della Santa Messa.

Il mittente del messaggio è Padre Gabriel Romanelli, parroco di Gaza.

Ed è proprio sul delicato momento che il mondo intero sta vivendo che verte la sua omelia.

Oggi la città si ferma. Un’unica, grande cattedrale, un unico segno, l’ampolla del sangue e un solo nome: Gennaro. Oggi la parola “sangue” ci brucia tutti; il sangue di Gennaro si mischia con quello di ogni Terra ferita. Ogni goccia innocente rappresenta un sacramento rovesciato. Ed è il sangue di ogni bambino di Gaza che metterei esposto in questa cattedrale accanto all’ ampolla del santo.

Quello del Cardinale Battaglia è un appello chiaro, diretto ad Israele e a tutte le coscienze addormentate.

Non ti parlo da avversario, ma da fratello: fa che il prodigio cominci da noi.

Fede, scienza… e Napoli

 

Sebbene il “miracolo” sia stato oggetto di numerosi studi scientifici che hanno tentato di spiegarlo come un fenomeno fisico (come la tixotropia), nessuna teoria è mai riuscita a scalfire la fede dei napoletani. Per loro, il miracolo è un atto di devozione, un simbolo di speranza in un mondo incerto.

Il miracolo di San Gennaro non è solo un evento religioso, ma un’eredità culturale che definisce l’identità di Napoli. In quei momenti di preghiera collettiva, si può sentire il battito del cuore della città, un cuore che continua a credere, sperare e vivere all’ombra del suo santo patrono.

Da oggi pomeriggio e  fino al 26 settembre si potrà assistere alle messe programmate nella reale cappella del Tesoro di san Gennaro, all’interno del Duomo, e venerare il sangue del santo baciando l’ampolla.

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di Marianna Addesso

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