Napoli 2025: da Neil Armstrong alla Città Cislunare. Il futuro si costruisce a partire dal passato lunare
Nel cuore della città partenopea, tra il 25 e il 27 settembre 2025, si è svolto il convegno internazionale di Futures Studies intitolato “Futuro Chiuso / Futuri Aperti”, promosso dall’Italian Institute for the Future. Un evento ricco di visioni, sguardi sul domani e confronti tra scienza, etica e immaginazione. Tra le sessioni più affascinanti e dense di significato, si è distinta quella intitolata: “In 100 anni dallo sbarco sulla Luna alla Città Cislunare”, tenutasi nella Sala Borbone, nel pomeriggio di ieri, 26 settembre.
Abitare la Luna
Moderata da Gennaro Russo, figura chiave dell’Italian Institute for the Future – Center for Near Space, la sessione ha avuto come obiettivo quello di ripercorrere il secolo che separa il primo passo dell’uomo sulla Luna (1969) dalla prospettiva concreta di una città orbitante tra Terra e Luna: un’utopia che inizia a parlare la lingua del possibile. La Luna, da sempre punto di riferimento simbolico, poetico e tecnologico, è stata raccontata non solo come traguardo, ma come punto di partenza per una nuova civiltà orbitale.
Non solo colonie spaziali, ma luoghi di diritti

In questo scenario si inserisce la possibilità, ora concreta, di costituire un sistema abitativo stabile per circa 1000 persone, distribuite in una dozzina di moduli spaziali tra orbita terrestre bassa, superficie lunare e zone intermedie. Tra i relatori, spicca la presenza della professoressa Lucilla Gatt, docente e ricercatrice presso il ReCEPL dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, che ha portato un contributo cruciale dal punto di vista giuridico, etico e culturale, immaginando una governance del futuro lunare fondata su diritti, responsabilità e cooperazione internazionale. Con lei anche Ilaria Amelia Caggiano, Luigi Izzo (entrambi del ReCEPL), Antonio Del Mastro (Mars Planet), Anass Hanafi (International Association for the Advancement of Space Safety – Università di Torino), Veronica Moronese (Italian Institute for the Future) e Giuseppe Reibaldi (Moon Village Association). Una tavola rotonda che ha unito scienza, diritto, filosofia, sicurezza spaziale e visione strategica, offrendo uno spaccato affascinante sul futuro dell’umanità oltre i confini terrestri.

Lucilla Gatt: la giurisprudenza guarda alla Luna
Lucilla Gatt, tra le più attente studiose italiane di diritto applicato alle nuove tecnologie e allo spazio, ha sottolineato come il futuro cislunare non possa prescindere da una riflessione giuridica profonda. “Il diritto – ha affermato – deve tornare ad anticipare, non solo a rincorrere i cambiamenti. Se andremo sulla Luna, dovremo portarci dietro anche la nostra umanità, la nostra dignità e le nostre regole migliori”. Un monito che richiama l’esigenza di costruire non solo colonie spaziali, ma società giuste nello spazio, evitando gli errori commessi sulla Terra.
Dalla Luna a Napoli, il futuro passa per il pensiero
E in un momento in cui il mondo sembra spesso ripiegato su sé stesso, questo convegno ha ricordato che immaginare e programmare la giustizia e l’etica è il primo passo per cambiare. Anche quando si parla di Luna.