Per un momento, nello svolgersi della storia, l’Europa è tornata ad essere un’unica entità, un’Europa senza commissioni né burocrati: un’Europa imperiale!

Chi ha mai sentito parlare di Aquisgrana? Mi raccomando, non usate google o affini…..

Va bene, procediamo con ordine!

Non è solo una ridente località termale tedesca di provincia al confine tra Belgio e Olanda, bagnata dal fiume Wurm, ma è un centro che vanta la propria fondazione come insediamento romano permanente nel 124 dopo Cristo, ai tempi dell’imperatore Adriano.

La vocazione imperiale della città trovò la sua espressione con la dinastia dei Merovingi quando, con l’imperatore Carlo Magno (avevamo accennato qualcosa qui https://www.ilbello.info/?s=L%E2%80%99ombelico+d%E2%80%99Italia+%C3%A8+a+Rieti), divenne residenza imperiale e sede della corte del Sacro Romano Imperatore .

La cappella palatina

Oltre ad edificare un palazzo imperiale, Carlo Magno costruì la cappella Palatina, mirabile esempio di architettura e arte carolingia.

La cappella palatina è un edificio a due livelli, a cupola a pianta ottagonale centrale circondata da un deambulatorio. L’estremità orientale aveva un’abside quadrata, ed era originariamente fiancheggiata da due strutture basilicali, ora perdute ma conosciute attraverso rilievi archeologici. Alla cappella si accedeva attraverso un atrio monumentale, a ovest.

La pianta e la decorazione dell’edificio combinano elementi di architettura classica, e preromanica e materiali opulenti che manifestano il potere ed il sogno di renovatio imperii della nuova dinastia carolingia.

Un luogo, un simbolo, un solo Imperatore

L’impianto decorativo e architettonico della Cappella Palatina ha la precisa volontà programmatica di magnificare il ruolo del Sacro Romano Imperatore Carlo.

Fondamentale è l’ubicazione del trono, nella parte ovest della tribuna, nel livello superiore. Il trono, nella sua semplicità, è un elemento dall’importante valore simbolico.

I materiali di cui è composto, tre lastre di alabastro bianco, provengono dalla terra Santa e, in base ad indagini archeologiche successive, sono di epoca romana. L’imperatore siede sul trono della Gerusalemme celeste, non in un luogo fisico, ma al centro della cristianità universale.

Qui assiso, l’imperatore fronteggia il mosaico del Cristo in trono sulla cupola e l’altare del Santo Salvatore, posto alla sua altezza.

La posizione del trono, poggiato su pochi gradini di pietre, domina sull’altare maggiore dedicato alla Vergine Maria, posto nel deambulatorio, sul luogo dell’altare della chiesa precedente.

Soprattutto, domina a est l’altare di San Pietro, nell’abside quadrangolare, che sta qui a simboleggiare il Papato.

L’organizzazione dello spazio mira dunque a dare a Carlo un posto a metà tra cielo e terra: designato dal Trono Celeste a governare, egli è superiore al Papa, successore di San Pietro, ed è unico mediatore del rapporto tra Dio e il popolo cristiano di cui è unico sovrano.

L’allineamento tra il trono e l’altare, lungo l’asse est-ovest è un riferimento all’alfa-Dio e all’omega-Imperatore, ovvero idealmente il percorso porta il cristiano dalla vita terrena a quella eterna.

La stessa pianta ottagonale richiamando la forma dei battisteri riporta all’idea di nascita a nuova vita nell’unità dei popoli cristiani.

Il progetto politico in simboli

Oltre a sottolineare in modo chiaro ed univoco a quale arduo compito fosse stato chiamato, Carlo intendeva forse lasciare un messaggio ai propri successori. L’organizzazione dello spazio e le architettura imponenti sembrano infatti rivolgersi proprio a chi occupa lo scranno sulla tribuna, ricordando che essere imperatore è un compito al servizio dell’unità dei popoli cristiani e che non sarà la storia a giudicare l’operato del sovrano, ma lo sguardo dell’Onnipotente.

Il livello destinato all’imperatore, la tribuna, è quindi quello più importante e a cui dare più risalto, da qui il ricorso alle colonnette cruciformi che raddoppiano l’altezza della tribuna rispetto a quella del livello inferiore dei grandi archi.

Nella cappella palatina sono stati incoronati ben 37 imperatori del Sacro Romano Impero; lo stesso edificio ha ricevuto abbellimenti ed integrazioni nel corso dei secoli.

Il Barbarossa, oltre a concedere alla città di Aquisgrana lo status di città imperiale con il privilegio di battere moneta, realizzò un imponente candelabro a forma ottagonale, ancora visibile sull’ottagono centrale, a rimarcare il concetto della Gerusalemme celeste associato con ruolo dell’Imperatore.

Cosa è rimasto di questa importante eredità?

No ai burocrati si allo Sacro Romano Imperatore, per prenderla con ironia: https://feudalesimoeliberta.com/it/

stampa

di Andrea Crivellotto

Condividi
Potrebbe anche interessarti