CASAL VELINO. Un’aula consiliare gremita e un dibattito intenso hanno segnato la presentazione del volume Il ponte di ferro. Il Cilento: dal mito alla realtà, dalla preistoria alla storia, alla ricerca di una identità di Francesco Botti e Franco Maldonato, tenutasi ieri sera a Casal Velino.
L’evento
L’evento, promosso e organizzato dal Presidente del Codacons Cilento, Avv. Bartolomeo Lanzara che ha anche moderato l’incontro, si è rivelato un momento di profonda riflessione sulle radici e l’identità del territorio.

Il libro
Il libro, come emerso dal confronto, non è un semplice saggio storico-geografico, ma un vero e proprio “viaggio” attraverso i secoli, dal mito alla modernità, volto a definire l’essenza di una terra che Ungaretti definì una “civiltà assai rara”.
Autori e pubblico hanno condiviso la visione di un Cilento che è prima di tutto “luogo dell’anima e del pensiero”, la culla della filosofia con la Scuola di Elea, e oggi un luogo dove è fondamentale recuperare la “misura, la memoria e la profondità”.

L’emozione e la partecipazione del pubblico hanno confermato l’attualità e la risonanza del tema. Come richiamano gli autori, la metafora del “ponte di ferro” racchiude il senso del lavoro:
“Ogni ponte è un atto di fiducia: lega rive lontane, unisce ciò che il tempo o la dimenticanza separano”.
Questo ponte, è stato sottolineato, è necessario per connettere il passato al futuro, rendendo l’identità e la memoria le fondamenta per la costruzione della comunità di domani.
Un caloroso ringraziamento è stato rivolto dal palco a tutti i relatori che hanno arricchito il dibattito: il Vicesindaco di Casal Velino, Domenico Giordano, l’avvocato Giuseppe Amorelli, l’avvocato Pasquale D’Angiolillo e l’organizzatore l’avvocato Bartolomeo Lanzara. Agli autori, Francesco Botti e Franco Maldonato, il plauso per aver saputo unire “rigore, sensibilità e visione” in un’opera di così grande valore culturale.


La sentita partecipazione e l’attenzione dimostrata dal pubblico sono la prova più tangibile che il “dialogo di ieri” ha centrato l’obiettivo: fare di memoria e identità il vero “ponte” per l’avvenire del Cilento.