Ascolto, dignità e impegno. I vertici della Banca Monte Pruno ricevuti dalla Ministra Locatelli
Roma, mercoledì 10 dicembre. Ci sono giornate in cui la distanza tra le istituzioni e la vita reale si accorcia davvero. Non per effetto di un annuncio o di una formula rituale, ma perché qualcuno decide di portare dentro i luoghi del potere le storie, i bisogni e le fragilità dei territori. È ciò che è accaduto a Palazzo Chigi, dove la Banca Monte Pruno e l’Associazione culturale Elaia, guidata dal presidente Vincenzo Rubano, sono state ricevute dal Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, per un confronto autentico sui temi della disabilità e dell’inclusione. Un incontro che non ha avuto il tono dell’autocelebrazione, ma quello dell’ascolto e della responsabilità. Parlare oggi di disabilità significa infatti misurarsi con una realtà complessa, che riguarda non solo le persone direttamente coinvolte, ma le famiglie, le reti sociali, le comunità intere.

Significa riconoscere che, accanto ai passi avanti compiuti negli ultimi anni, restano ancora barriere materiali e culturali che impediscono una piena partecipazione alla vita sociale.
Un dialogo franco
Nel dialogo con la Ministra Locatelli, franco, concreto, orientato all’azione, è emersa con forza l’idea che l’inclusione non possa essere demandata esclusivamente alle politiche nazionali, ma debba nascere e radicarsi nei territori. È lì che si misura la distanza tra le norme e la vita quotidiana, tra i diritti scritti e quelli realmente esigibili.In questo quadro si inserisce l’esperienza della Banca Monte Pruno, illustrata dal Presidente Michele Albanese, affiancato dal Vice Presidente Antonio Ciniello. Un’esperienza che racconta una banca cooperativa capace di assumere fino in fondo il proprio ruolo sociale, scegliendo di stare accanto alle persone nei momenti di maggiore fragilità.

Le azioni
Non interventi episodici, ma azioni continuative: dalla borsa di studio annuale per un giovane con disturbi dello spettro autistico, inserito nel programma Life Is a Game – Autisms della Cooperativa Giovamente, al Centro d’Ascolto attivato nella filiale di Potenza a supporto delle famiglie colpite dalla distrofia di Duchenne e Becker; dal sostegno al Centro Sociale Polifunzionale “Spazio Indaco”, all’accordo con l’Associazione “ScopriAMO l’Autismo” APS; fino all’installazione di un’altalena inclusiva nel Parco Baden-Powell di Potenza, simbolo semplice ma potentissimo di normalità condivisa.
L’attenzione della ministra Locatelli

La Ministra Locatelli ha accolto queste esperienze con attenzione e apprezzamento, riconoscendole come buone pratiche capaci di parlare al Paese intero. Perché quando l’inclusione nasce dal basso e incontra le istituzioni, diventa politica nel senso più alto del termine: cura della comunità. Accanto al ruolo della Banca, centrale è stato anche quello dell’Associazione culturale Elaia, che da anni opera per tenere insieme memoria, legalità, pace e impegno civile. Non a caso, al termine dell’incontro, la Vice Presidente Rossella Candisani e il Presidente Michele Albanese hanno consegnato alla Ministra il Premio Internazionale Nassiriya per la Pace 2025. Un riconoscimento che, nella motivazione firmata dal Presidente Vincenzo Rubano, richiama il valore delle istituzioni quando sanno farsi presidio di equilibrio, dignità e responsabilità verso i più fragili.
Albanese: “Non siete soli”
Le parole pronunciate a margine dal Presidente Albanese restituiscono forse il senso più profondo della giornata: “Essere accanto alle fasce fragili non è un gesto di solidarietà, ma un dovere morale e di civiltà. È una visione che rifiuta la pietà e rivendica i diritti; che non cerca applausi, ma continuità; che misura l’impegno non in termini di risorse investite, ma nella capacità di guardare negli occhi chi soffre e dirgli: non sei solo”. In un tempo in cui la fragilità viene spesso nascosta o colpevolizzata, l’incontro di Palazzo Chigi racconta un’altra possibilità. Quella di un patto silenzioso ma concreto tra istituzioni, comunità, mondo bancario cooperativo e terzo settore. Un patto che non promette scorciatoie, ma costruisce futuro.
A luci spente
E poi, quando si spengono le luci dei palazzi e restano i corridoi vuoti, ciò che conta davvero è questo: se una madre torna a casa sentendosi meno sola, se un padre ritrova la forza di sperare, se un ragazzo capisce di non dover chiedere scusa per ciò che è. È lì che le istituzioni diventano umane. È lì che una comunità dimostra di essere viva. La disabilità chiede ascolto, rispetto, normalità. Chiede che qualcuno si fermi, che qualcuno resti. Che qualcuno dica, senza clamore: “Io ci sono”. Ogni progetto, ogni accordo, ogni premio ha senso solo se riesce ad arrivare fin lì, nella vita concreta delle persone.
Una promessa silenziosa
La giornata di Palazzo Chigi non è stata solo un incontro istituzionale. È stata una promessa silenziosa. Quella di continuare a camminare insieme, anche quando è faticoso, anche quando non fa notizia. Perché una società è davvero civile solo quando non lascia indietro nessuno. E perché il futuro, se non è inclusivo, non è.
Ascolto, dignità e impegno. I vertici della Banca Monte Pruno ricevuti dalla Ministra Locatelli