Stanotte, in una grotta fredda nascerà un bambino. Non avrà coperte, né casa. Solo il fiato caldo di un bue e di un asinello a scaldarlo. Viene senza potere per dirci che se sapremo amarci, se sapremo essere umili, potremo salvarci. In questo dicembre lacerato dalla guerra, dalla povertà, dalla solitudine, quel Bambino ci ricorda che la salvezza non è nella forza, ma nella fraternità. Non nel dominio, ma nella condivisione del dolore. E’ un Dio che sceglie di essere fragile, per insegnarci a riconoscerci umani. Che il Bambino che nasce stanotte porti pace nei cuori, e ci renda realmente fratelli.

Buon Natale

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di Ornella Trotta

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