All’inizio dell’anno Baldassarre Chiaviello aveva condiviso sui social la poesia L’anno nuovo di Gianni Rodari.: «Per il resto anche quest’anno sarà come gli uomini lo faranno». Era un messaggio educativo e un augurio. E oggi, alla notizia improvvisa della sua scomparsa, quelle parole assumono il peso di una sintesi esatta del suo modo di intendere la vita e la scuola. Ci ha lasciati nel pomeriggio di oggi. Baldassarre Chiaviello, stimato dirigente scolastico aveva ancora molti progetti, molte battaglie aperte, molta scuola davanti. Per questo lo sgomento, in queste ore, precede le parole. Anche sui social, per lungo tempo, il silenzio ha parlato più di ogni messaggio.

La scuola presidio di civiltà

Chiariello è stato un uomo di scuola nel senso più pieno del termine. Prima insegnante elementare, poi dirigente scolastico, non ha mai smesso di pensarsi come maestro, prima ancora che come amministratore. Credeva nell’educazione come responsabilità morale, nella scuola come presidio civile, nel rigore come forma di rispetto. Era severo, a tratti inflessibile, ma mai distante. Sapeva ascoltare, sapeva consigliare, soprattutto sapeva riconoscere il merito.

Il ricordo

Non evitava i conflitti. Anzi, li attraversava. Denunciava ciò che riteneva sbagliato senza timori né convenienze, convinto che educare significasse anche esporsi. Aveva una dirittura morale che non cercava consenso, ma coerenza. Gli studenti lo ricordano per una severità mai gratuita; i docenti per l’autorevolezza e per il rispetto profondo del lavoro altrui.

Vivace dialogo culturale

Con lui ho condiviso anche un momento di dialogo culturale importante: la presentazione del mio libro L’Italia, l’Europa e noi, che aveva molto apprezzato. Fu una serata di confronto serio, libero, alto nella sua Serre.

Vuoto e dolore

La sua scomparsa lascia un vuoto che va oltre il dolore personale. La scuola perde una guida rigorosa, il territorio una voce lucida, la comunità un uomo che credeva davvero che il futuro non fosse scritto, ma affidato alle scelte quotidiane.

La responsabilità nell’educare

Alla moglie Ada, affezionata compagna di vita e di cammino, e alle figlie Angela e Debora va oggi il cordoglio sincero di chi sa che se ne va un maestro. A noi resta la sua lezione, forse la più difficile di tutte: essere all’altezza della responsabilità di educare.

L’ultimo saluto

Il rito funebre sarà celebrato domani, alle ore 15,30, nel Santuario Madonna dell’Olivo di Serre.

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di Ornella Trotta

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