BOMBA DAY -Si sono concluse nel pomeriggio di oggi le operazioni di disinnesco di due bombe d’aereo rinvenute nel territorio di Eboli. Un intervento lungo e delicato, ma portato a termine senza criticità.

Le operazioni si sono svolte nell’area compresa tra Eboli e Battipaglia, in particolare lungo la zona interessata dai lavori per l’alta velocità ferroviaria, dove gli ordigni erano stati scoperti durante gli scavi.

Per consentire il lavoro degli artificieri dell’Esercito, sin dalle prime ore del mattino sono state adottate misure straordinarie: chiusa l’autostrada A2 nel tratto Battipaglia-Campagna, stop alla statale 19 e alla linea ferroviaria, con disagi ma senza incidenti.

Due bombe della Seconda guerra mondiale

Il bello é che gli ordigni erano bombe d’aereo risalenti alla Seconda guerra mondiale, per un peso complessivo di circa 350 libbre (oltre 150 kg).

Non si tratta di un caso isolato: in tutta la Piana del Sele, e in particolare tra Eboli e Battipaglia, è frequente il ritrovamento di residuati bellici. Il motivo è storico.

Durante il 1943, infatti, Eboli era un nodo strategico di collegamento tra il Sud e il resto d’Italia, e per questo fu pesantemente bombardata dagli Alleati.
Molti ordigni, sganciati in quelle operazioni, non esplosero e sono rimasti sepolti per decenni, riemergendo oggi durante lavori di scavo o infrastrutturali.

Dove si trovavano

Le due bombe erano state rinvenute in un’area di cantiere legata alla realizzazione dell’alta velocità, tra il territorio di Eboli e quello di Battipaglia.
Si tratta di zone già note per ritrovamenti simili, proprio per la loro posizione lungo assi ferroviari e stradali storicamente colpiti durante la guerra.

Operazione conclusa

Dopo ore di lavoro, gli artificieri hanno provveduto prima al disinnesco e poi alla messa in sicurezza degli ordigni, consentendo nel pomeriggio il ritorno alla normalità: strade riaperte, traffico ripristinato, treni nuovamente in circolazione. Una giornata senza boati, ma carica di tensione. E con la certezza che  sotto terra il passato continua a farsi sentire.

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di Ornella Trotta

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