Le Guide ricordano Custoza: a Salerno il 160° anniversario della battaglia che segnò il Risorgimento

SALERNO – Sarà un programma di eventi istituzionali, culturali e divulgativi a celebrare, dal 24 al 26 giugno, il 160° anniversario della Battaglia di Custoza. L’iniziativa è stata presentata questa mattina nella Caserma “Generale C.A. D’Avossa”, sede del Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°), dal comandante del reparto, il colonnello Andrea Enzo Gottardo Crivellotto, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, delle Forze Armate e degli organi di informazione.

Andrea Crivellotto

Le celebrazioni sono state organizzate dal Reggimento “Cavalleggeri Guide” (19°), decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare proprio per il comportamento tenuto durante la Battaglia di Custoza del 24 giugno 1866, uno degli episodi più significativi della Terza Guerra d’Indipendenza italiana. 

Il programma prenderà il via il 24 giugno con l’alzabandiera solenne nella caserma salernitana, la deposizione di una corona al monumento ai Caduti e l’inaugurazione di un murale realizzato dagli studenti del Liceo Artistico “Sabatini-Menna”. Nella stessa giornata è previsto anche l’annullo filatelico delle cartoline commemorative dedicate all’anniversario.

Il 25 giugno il Salone dei Marmi di Palazzo di Città ospiterà il convegno dal titolo “Prospettive storiche della Terza Guerra d’Indipendenza”, patrocinato dal Comune di Salerno. Dopo i saluti istituzionali del rettore dell’Università di Salerno, Virgilio D’Antonio, interverranno gli storici Carmine Pinto e Gianni Oliva, mentre la moderazione sarà affidata al direttore di Telecolore, Franco Esposito.

Le celebrazioni culmineranno il 26 giugno. Al Molo Manfredi sarà allestito il “Villaggio Guide”, uno spazio espositivo aperto al pubblico dove sarà possibile osservare mezzi, equipaggiamenti e materiali storici e contemporanei dell’Esercito Italiano. Nel pomeriggio, in Piazza della Libertà, si terrà la cerimonia ufficiale di commemorazione del 160° anniversario della battaglia e la festa di corpo del reggimento.

La battaglia che cambiò il destino dell’Italia

La Battaglia di Custoza si combatté il 24 giugno 1866, nei pressi dell’omonima località veronese, all’inizio della Terza Guerra d’Indipendenza. L’esercito del Regno d’Italia, guidato dal generale Alfonso La Marmora, affrontò le truppe dell’Impero austriaco comandate dall’arciduca Alberto d’Asburgo. Lo scontro si concluse con una dura sconfitta italiana, dovuta in larga parte a problemi organizzativi, errori di coordinamento e alla frammentazione delle forze sul campo. 

Eppure Custoza non rappresentò la fine delle aspirazioni nazionali italiane. Pochi giorni dopo, infatti, la vittoria prussiana di Sadowa costrinse l’Austria a negoziare la pace, consentendo comunque al Regno d’Italia di ottenere il Veneto, uno degli obiettivi principali della guerra. Per questo motivo Custoza è rimasta nella memoria collettiva come una battaglia perduta sul piano militare, ma inserita in un processo storico che contribuì al completamento dell’Unità d’Italia. 

Tra i reparti che si distinsero in quelle ore drammatiche vi furono proprio i Cavalleggeri Guide, protagonisti di azioni di ricognizione e collegamento sotto il fuoco nemico, tanto da meritare una delle più prestigiose decorazioni al valore militare. 

Un ponte tra memoria e futuro

A distanza di 160 anni, il significato di queste celebrazioni va oltre la semplice rievocazione storica. Attraverso il coinvolgimento delle scuole, delle istituzioni, dell’università e della cittadinanza, il Reggimento “Cavalleggeri Guide” intende trasformare il ricordo di una pagina complessa del Risorgimento in un’occasione di riflessione sul senso del servizio, del sacrificio e dell’appartenenza a una comunità nazionale.

Perché la storia non vive soltanto nei libri o nei monumenti. Vive nei luoghi, nei simboli e nelle persone che continuano a custodirla. E in questi giorni Salerno sarà chiamata proprio a questo: non solo ricordare una battaglia combattuta nel 1866, ma raccogliere l’eredità di uomini che contribuirono a costruire il Paese che oggi conosciamo.

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di Ornella Trotta

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