Cilento – Casal Velino si raccoglie nel silenzio per l’ultimo saluto a Domenico Giordano. Non è soltanto il lutto per la scomparsa del vicesindaco a unire la comunità cilentana, ma il senso di gratitudine nei confronti di un uomo che, per oltre trent’anni, ha fatto dell’impegno pubblico una missione quotidiana. Già sindaco per due mandati, assessore e infine vicesindaco, Giordano è morto dopo aver affrontato con discrezione una lunga malattia, lasciando un vuoto che va ben oltre il ruolo istituzionale ricoperto.

Le esequie oggi

Per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio, la sindaca Silvia Pisapia ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di oggi, mercoledì 8 luglio. Le esequie saranno celebrate alle ore 18 nella chiesa parrocchiale Santa Maria Mater Ecclesiae, al Bivio Acquavella, dove familiari, amici, amministratori e cittadini si ritroveranno per rendergli omaggio. In segno di partecipazione al dolore collettivo, le bandiere degli edifici comunali saranno esposte a mezz’asta, le manifestazioni pubbliche incompatibili con il momento saranno sospese e l’intera cittadinanza è stata invitata a osservare un momento di raccoglimento.

Cordoglio in tutto il Cilento

La notizia della sua scomparsa ha suscitato un’ondata di cordoglio in tutto il Cilento. Non solo per il lungo percorso amministrativo che lo aveva portato a ricoprire alcuni dei più importanti incarichi istituzionali del Comune, ma soprattutto per il modo in cui aveva interpretato la politica. Alle ultime elezioni comunali era stato il candidato più votato, conferma di un rapporto di fiducia costruito negli anni attraverso il lavoro quotidiano e una presenza costante, mai sopra le righe.

Il bello è che chi lo ha conosciuto ricorda che Domenico Giordano ha incarnato appieno la figura dell’amministratore, più ancora che quella del politico. Non tanto per i numerosi incarichi ricoperti, quanto per la sua naturale vocazione allo spirito di servizio, lontano dalla retorica, dal presenzialismo e dalla ricerca del consenso a ogni costo.

In lui prevaleva il desiderio sincero di migliorare la propria comunità, senza ambizioni personalistiche né smania di potere. Amministrare, per lui, significava ascoltare, decidere, risolvere problemi, condividere responsabilità. Era una concezione della cosa pubblica che affondava le radici nella sobrietà e nella concretezza, qualità oggi sempre più rare.

L’uomo rifletteva perfettamente la sua opera. Umile, riservato, garbato nei modi, preferiva il lavoro silenzioso ai riflettori. Chi l’ha conosciuto afferma che dietro uno sguardo talvolta velato di malinconia si intuiva la profondità di chi aveva fatto del senso del dovere una scelta di vita, ben prima di un incarico istituzionale.

La politica, spesso, misura il valore delle persone attraverso gli incarichi ricoperti. Le comunità, invece, le ricordano per l’impronta umana che hanno lasciato. È probabilmente questa la ragione del dolore composto che oggi attraversa Casal Velino. Perché con Domenico Giordano non se ne va soltanto un amministratore esperto, ma un uomo che ha dimostrato come si possa servire la propria terra con discrezione, competenza e dignità. E sono proprio queste qualità, più delle cariche ricoperte, a consegnarlo alla memoria della sua comunità.

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di Ornella Trotta

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