Sarà il volume Invisibili protagoniste. Sguardi di genere nella storia sociale e culturale, della docente dell’Università di Salerno Maria Rosaria Pelizzari, il fulcro dell’incontro in programma giovedì 9 luglio alle ore 16.30, nel centro storico di Morcone (Benevento), all’interno del RaRo – Festival del Lavoro Creativo & Culturale, promosso da Kinetès. Un appuntamento pensato per riflettere sul contributo femminile alla costruzione della società e della cultura, attraverso il dialogo tra studiose e scrittrici impegnate a restituire voce a figure spesso rimaste ai margini della narrazione storica.

L’iniziativa vedrà dialogare, accanto all’autrice, Teresa De Simeone, autrice di Maddalena Cerasuolo. Storia di donne partigiane, Ernesta De Masi, autrice di Spiagliatrici, e Nadia Verdile, autrice di Artemisia. A coordinare l’incontro sarà Alfonso Amendola, docente dell’Università di Salerno, da anni impegnato nella promozione del dialogo tra cultura, ricerca e linguaggi contemporanei.

Al centro del confronto ci sarà il volume di Maria Rosaria Pelizzari, pubblicato da FrancoAngeli, che propone una rilettura della storia sociale e culturale attraverso una prospettiva di genere, riportando alla luce esperienze, percorsi e biografie femminili spesso rimaste nell’ombra. Un lavoro di ricerca che invita a interrogarsi su come la memoria collettiva sia stata costruita e su quali protagoniste siano state dimenticate o relegate ai margini del racconto ufficiale.

Il dibattito si arricchirà grazie ai contributi delle altre autrici, ciascuna impegnata, con approcci differenti, nel recupero di storie di donne che hanno lasciato un segno nella società, nella Resistenza, nell’arte e nel mondo del lavoro. Un intreccio di narrazioni che offrirà al pubblico l’occasione di confrontarsi con pagine di storia capaci di parlare ancora al presente.

L’appuntamento si inserisce nel programma del RaRo – Festival del Lavoro Creativo & Culturale, manifestazione che punta a fare della cultura uno spazio di incontro, riflessione e partecipazione, valorizzando il dialogo tra università, ricerca, letteratura e territorio.

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di Ornella Trotta

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