«Champagne, per brindare a un incontro…». Per oltre mezzo secolo quei versi hanno accompagnato le gioie e le nostalgie di milioni di italiani. Oggi, invece, sembrano trasformarsi nel brindisi più malinconico. Peppino di Capri, tra i più amati interpreti della musica italiana, è morto oggi, 11 luglio, all’età di 86 anni, nella sua Capri, dopo una lunga malattia. Con lui si spegne una delle voci che più di ogni altra ha saputo raccontare, con leggerezza ed eleganza, l’amore, il tempo e la nostalgia.
Chi era
Nato Giuseppe Faiella il 27 luglio 1939, Peppino di Capri era diventato un simbolo della canzone italiana già negli anni Sessanta, conquistando il pubblico con uno stile raffinato, capace di fondere la melodia napoletana con le sonorità moderne. Due vittorie al Festival di Sanremo, decine di successi e una carriera lunga oltre sessant’anni lo hanno reso uno degli artisti più popolari del panorama musicale nazionale.
Un amore che finisce
Il bello è che tra tutte le sue canzoni, però, “Champagne” è quella che ha saputo superare il tempo. Non era soltanto un motivo da cantare: era il racconto di un amore che finisce, della malinconia nascosta dietro un sorriso, della forza di continuare a brindare anche quando la felicità sembra ormai appartenere al passato.
Addio, Peppino e grazie dell’amore che ci hai donato.