Sala Consilina celebra la poesia con Dacia Maraini e Rino Mele
Sabato 27 settembre 2025, si è tenuta presso la Società Operaia “Torquato Tasso” di Sala Consilina la presentazione delle opere Trintilla e il volo delle formiche di Rino Mele e Montagne pensose, dialogo sulla poesia firmato da Mele e Dacia Maraini.
L’incontro ha rappresentato un’occasione preziosa per riflettere sul ruolo della poesia nella contemporaneità e sul potere evocativo della parola.
Dopo i saluti istituzionali di Antonio Wancolle e Michele Calandriello, rispettivamente segretario e presidente della Torquato Tasso, e del Sindaco Domenico Cartolano, il poeta e critico letterario Vincenzo Guarracino è entrato nel vivo dell’incontro, attraverso un’attenta analisi del libro di Rino Mele.
Già docente universitario presso l’Università degli Studi di Salerno, Rino Mele ha insegnato Storia del Teatro e dello Spettacolo, distinguendosi per una produzione letteraria che spazia dalla poesia alla prosa.
A proposito del romanzo Trintilla e il volo delle formiche, Guarracino ha affermato: «L’opera di Rino Mele è una storia così abilmente creata da sembrare vera». Secondo il critico, Mele si avvicina al realismo magico e «la sua capacità narrativa ci dà infinite suggestioni che ci spingono a scrivere».
Sul piano poetico, Mele riflette sul senso originario della parola: «La poesia è un tentativo di risalire alla parola originaria, quella che crescendo non conosciamo più». Soltanto un bambino avverte dentro di sé quel suono non ancora verbalizzato. Per Mele, dunque, «la poesia è sottrarsi al potere della parola di scambio e tornare all’origine del suono della parola».
Montagne pensose, dialogo sulla poesia è una conversazione epistolare composta da 42 lettere in cui Dacia Maraini e Rino Mele si interrogano sul significato e sulla funzione della poesia. Il carteggio attraversa il panorama poetico classico e contemporaneo, alternando citazioni, evocazioni e ricordi personali.
Tra le figure più autorevoli della letteratura italiana, Dacia Maraini, in collegamento remoto, ha offerto riflessioni profonde sul linguaggio poetico: «La poesia ha l’intensità della musica, è legata al suono e alla vocalità. Chi è abituato a leggere la poesia, riesce a ricavare anche da un testo scritto un suono».
Secondo l’autrice pluripremiata, la poesia ha bisogno di essere ascoltata per essere compresa appieno: «La poesia è difficile da tradurre. Puoi tradurne il senso, ma non il suono». Di qui l’importanza della mediazione del poeta, mentre «l’intelligenza artificiale, che si usa tantissimo per tradurre i testi, non può farlo con le poesie».
Infine, invita a riscoprire la bellezza profonda della poesia: «La vera bellezza agisce nel profondo e quindi ci aiuta a tirar fuori il meglio di noi. Ecco perché bisogna leggere la poesia, bisogna star vicini alla poesia».
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