Arte

Aperitivo al Museo: a Caggiano il sapore della tradizione incontra il genio di Vettor Pisani

CAGGIANO (SA). Varcare la soglia di un edificio storico e trovarsi catapultati in uno spazio creativo, dove l’antico si scontra con visioni audaci e contemporanee.

 

 

Venerdì 1° maggio Palazzo Morone ha ospitato “Aperitivo al Museo”, un’iniziativa a cura della Locanda Severino che fonde enogastronomia e musica dal vivo, trasformando il patrimonio artistico in un’esperienza tutta da vivere.

 

 

 

Il tour polisensoriale

 

 

Cicerone d’eccezione la “nostra” Marianna Addesso, penna de Il Bello, che ci ha guidati in un vero e proprio percorso polisensoriale sulle note del sax di Alberto Della Monica, mentre le creazioni dello Chef Massimo Lupo stuzzicavano il palato dei visitatori.

 

Alcune prelibatezze dello chef Massimo Lupo

 

 

L’evento è parte del progetto “Atlantide, Nuova Atlantide”, sostenuto dalla Fondazione Morra di Napoli.

D’altronde, il legame tra Caggiano e l’arte non è una novità: basti pensare che il borgo campano ha dato i natali al noto critico Achille Bonito Oliva. Un’eredità che continua a vivere proprio attraverso iniziative come questa.

 

Il musicista Alberto Della Monica

 

L’arte di Vettor Pisani

 

 

Protagoniste indiscusse della giornata le installazioni di Vettor Pisani, una delle figure più colte del panorama artistico italiano, che ha saputo mescolare esoterismo e psicanalisi per creare opere che sfidano ogni logica.

 

 

Palazzo Morone ne custodisce l’archivio permanente. Si tratta, in particolare, di tre mostre personali realizzate dall’artista di origini pugliesi per la Fondazione Morra, intitolate “Nostalgia volo di ritorno” (2005, Ischia), “Carpe Diem” (2011, Roma), “Galleria Riposati e Apocalypse Now” (2011, Napoli).

 

 

Se le grandi installazioni esprimevano lo spirito inquieto e intellettuale di Pisani — attraverso citazioni, riappropriazioni e reinterpretazioni d’immagini — sono state le sue tele-collages a catturare maggiormente la mia attenzione.

 

 

In ognuna di esse appariva una lumaca, messaggero silenzioso di una lentezza che solo nei piccoli centri come Caggiano si può ancora percepire.

 

 

Poi, spostando lo sguardo, ho notato lumache vere a ridosso delle opere. È stato come se la creatura impressa sulla tela avesse rotto la bidimensionalità del quadro per scivolare nel mondo reale, portando con sé il peso del guscio e dei suoi misteri.

 

 

Il paesaggio

 

Tra una nota di jazz, uno stuzzichino e un pizzico di ironia, Marianna ci ha accompagnati fin sul terrazzo di Palazzo Morone.

 

 

Affacciati sul confine sottile tra Campania e Basilicata, la vista del borgo medievale regala un senso di pace assoluta. Non poteva esserci finale migliore per il nostro tour.

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di Mariana Cavallone

Mariana Cavallone

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