Ambiente

Da Casoria in volo verso un Futuro Sostenibile

CASORIA. Il professor Leonardo Lecce, CEO di Novotech Aerospace Advanced Technology ci descrive i progressi compiuti dall’azienda nel settore della mobilità sostenibile, con particolare focus sul settore aerospaziale.

 

 

Novotech ha già realizzato da alcuni anni il SEAGULL ZERO-e, un velivolo anfibio biposto ultraleggero progettato per volare a emissioni zero. Obiettivo raggiunto grazie allo sviluppo di un sistema propulsivo interamente elettrico.

 

Professor Lecce, ci può delineare i traguardi e le innovazioni che Novotech sta perseguendo nel panorama della mobilità sostenibile?

 

Stiamo lavorando a molteplici progetti, anche in collaborazione con diversi partner, sia italiani che stranieri, nell’ambito della ricerca e sviluppo nel settore aerospaziale.

Perseguendo la strada iniziata con il SEAGULL ZERO-e, stiamo continuando a lavorare sul potenziamento dei sistemi di propulsione totalmente elettrici in grado di sostituire i motori a combustione interna, proprio come sta avvenendo nel settore automobilistico: dalla combustione classica, all’ibrido, fino al full-electric.

 

 

Prototipo del SEAGULL ZERO-e

 

 

Insieme al Distretto Aerospaziale Pugliese (DTA) e all’Università del Salento, stiamo lavorando su sistemi propulsivi basati sull’idrogeno, un elemento chiave per il futuro. Novotech vanta due sedi: una in Campania e una in Puglia, ad Avetrana, dove si sviluppano tecnologie avanzate per materiali compositi ecocompatibili.

 

 

Il futuro nel settore della mobilità è dunque l’idrogeno?

 

Assolutamente sì. Molti Stati, sia in Europa che negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo, stanno investendo nello sviluppo delle tecnologie per l’impiego dell’idrogeno. Lo fanno sia attraverso l’uso delle fuel-cell (celle a combustione) e di serbatoi a idrogeno gassoso (o, ancora meglio, liquido), sia attraverso il suo utilizzo direttamente nei motori attuali.

Collaborando con Avio, azienda che ha realizzato il lanciatore spaziale VEGA, stiamo lavorando per sostituire i motori a propellente solido con quelli a propellente liquido.

Attualmente, velivoli commerciali come l’ATR, con capienza da 42 a 72 posti, sono propulsi da motori a turbina; siamo coinvolti in un progetto europeo finanziato dal programma Clean Hydrogen, con capofila Collins Aerospace e altri partner di rilievo (compresa la stessa ATR) per lo sviluppo di un serbatoio per idrogeno liquido, che possa essere installato su detto velivolo e permetterne l’impiego per un sistema ibrido o full-electric. Tuttavia, sono numerose le sfide tecnologiche ancora da superare, prima di vederne una pratica applicazione.

 

Nel settore automobilistico, il ritornare indietro è impensabile.

La fase attuale rappresenta una transizione verso l’idrogeno, che però non deve essere solo utilizzato, ma anche reso ‘pulito’. Si parla infatti di idrogeno verde, ovvero prodotto esclusivamente da fonti rinnovabili. Toyota, in Australia, ha già avviato la commercializzazione di automobili a idrogeno.

La sfida principale consiste nell’adattamento delle pompe di rifornimento, già utilizzabili per il gas e convertibili per il trasporto di idrogeno miscelato. Anche SNAM è impegnata nell’adeguamento della propria rete al trasporto ‘ibrido’ di questi due elementi. In pratica, l’idrogeno viene trasportato insieme al gas e separato al momento dell’utilizzo.

Già l’impiego del fotovoltaico, in uso da anni, può essere considerato green.

Inoltre, la crescita del Clean Aviation, (ex Clean Sky, programma di ricerca UE – NdR) incentrato sullo studio e la ricerca di nuove fonti rinnovabili per la propulsione aerea, conferma che tutto questo non è solo teoria, ma già realtà.

 

 

Voi sviluppatori potete contare su aiuti economici per questo tipo di progetti?

 

Certamente si, sia da parte della UE che da parte di Ministeri e Regioni.

Attualmente abbiamo due progetti interamente finanziati dal PNRR. Uno sull’utilizzo di un sistema propulsivo a idrogeno (fuel cell e serbatoio) per il SEAGULL e l’altro su una versione a decollo verticale del velivolo, con sistema propulsivo “all electric”.

Inoltre, c’è da rilevare che proprio la Regione Campania ha finanziato il progetto del SEAGULL ZERO-e sullo sviluppo della propulsione elettrica.

 

 

Qualche suo ex allievo ha collaborato o collabora ancora con lei?

 

In 40 anni d’insegnamento molti sono stati gli allievi e più di qualcuno ha collaborato con me. Chi per poco tempo, chi per un lasso di tempo più lungo. Molti sono rimasti, altri hanno intrapreso percorsi professionali differenti.

 

Perché non limitarsi al fotovoltaico, che, come già detto, è una fonte di energia pulita? Perché introdurre altri elementi chimici?

 

Se si riferisce alla sua applicazione per la mobilità sostenibile, è vero: il fotovoltaico sfrutta l’energia solare ed è green. È però necessario trovare una valida alternativa che possa affrancarsi da questa fonte, che purtroppo non è utilizzabile durante le ore notturne.

 

Un’ultima domanda, per sorridere. Queste famigerate automobili volanti, spesso esaltate come il summum della modernità, diventeranno realtà o resteranno confinate nei film di fantascienza, come “Total Recall”?

 

Francamente, non sono del tutto convinto. In un futuro non troppo lontano, vedremo mezzi aerei basati sull’utilizzo di sistemi propulsivi a decollo e atterraggio verticale volteggiare per i nostri cieli.  L’Urban Air Mobility (UAM) si fonda proprio sull’impiego di questi nuovi mezzi aerei e sta avendo un forte sviluppo in vari paesi nel mondo.

Tuttavia, per ora, non vedo “vere e proprie” automobili volanti all’orizzonte.

 

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di Marianna Addesso

Marianna Addesso

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