Arte

A Caggiano grande successo per l’omaggio a Hermann Nitsch

CAGGIANO  C’è un momento preciso, nella penombra di una sala ricca di storia, in cui capisci che il teatro ha smesso di essere un semplice spettacolo per tornare a essere ciò per cui è nato: un rito collettivo.

È accaduto il 30 agosto scorso negli spazi di Palazzo Morone e del Museo Vettor Pisani a Caggiano, in occasione del Secondo Studio di Milton | Nitsch — Nel Corpo dell’Angelo, il progetto biennale targato Teatro delle Bambole e diretto con visione profonda da Andrea Cramarossa.

L’omaggio a Hermann Nitsch

 

Ritrovarsi in quel contesto, spalla a spalla con un pubblico partecipe e silenzioso, ha significato attraversare una soglia sensoriale singolare. Coincidendo con le celebrazioni per il compleanno del maestro dell’Azionismo Viennese Hermann Nitsch, l’evento — realizzato in stretta sinergia con la Fondazione Morra e il Museo Nitsch di Napoli — ha messo in dialogo la sacralità rituale nitschiana con i versi cosmici del Paradiso Perduto di John Milton.

Ciò che ha reso memorabile la serata non è stata solo la qualità drammaturgica, ma la totale assenza di barriere tra chi agiva la scena e chi vi assisteva. Gli attori, a piedi nudi e in outfit total white, hanno indossato potenti maschere zoomorfe — figure di tordi, tori e creature primordiali — dando voce e corpo a quel canto profondo che  Cramarossa descrive come il ritrovamento del proprio giardino segreto.

“Nel corpo dell’angelo” vuole essere un viaggio che vuole farsi dimora, offrendo, quindi, all’essere la scoperta del concetto di dimora dentro il movimento del viaggio. L’energia che muove la messa in scena è quella magica del ritrovamento del proprio giardino segreto, del
proprio paradiso e delle creature che vi abitano.

Una serata d’intensità rara, dove il confine tra chi inscena il rito e chi vi assiste si è del tutto dissolto.

Uniti nella danza: la catarsi

 

I corpi dei performer hanno attraversato posture di pura catarsi: un performer steso a terra sul pavimento chiaro, con il volto delicatamente velato da fascine di rami secchi in un’immagine d’arcaica devozione; gli altri piegati a terra con i fogli della drammaturgia tra le mani, a lanciare canti d’orizzonte verso il soffitto in legno della sala.

Poi, d’improvviso, la frattura della quarta parete si è compiuta nel modo più naturale possibile. Le creature mascherate si sono avvicinate agli spettatori seduti a pochi centimetri da loro e li hanno presi per mano. In un attimo, la sala si è trasformata in un valzer corale dove uomini e donne di ogni età hanno danzato insieme agli attori, sorridendo, lasciandosi guidare e diventando essi stessi parte viva dell’opera.

Vedere la comunità di Caggiano e i tanti visitatori accorsi stringere quei fogli di sala, ascoltare trattenendo il fiato e poi aprirsi alla danza, ha mostrato tutta la forza pedagogica e culturale dell’evento.

Nel Corpo dell’Angelo dimostra come l’arte contemporanea di ricerca non debba per forza rimanere chiusa nelle grandi città o nei teatri istituzionali, ma possa trovare proprio nei borghi e nei beni storici del nostro territorio la sua dimora più autentica, trasformando una semplice serata d’estate in un’esperienza d’incanto condiviso.

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di Marianna Addesso

Marianna Addesso

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