A cento anni dalla morte di Matteotti, Conte e Pinto su riformismo, democrazia e totalitarismo

 

Eboli- Ieri, nel salotto comunale di Piazza della Repubblica, interessante riflessione su Giacomo Matteotti a cento anni dalla morte. 

Un tema di forte del socialismo, un personaggio da studiare e conoscere nel suo tempo.

Ne hanno parlato l’onorevole Carmelo Conte e il professore Carmine Pinto, ha coordinato il giornalista Eugenio Verdini.

Ha portato i saluti il sindaco di Eboli, Mario Conte.

Interessante la relazione di Carmine Pinto, docente di storia contemporanea all’Università di Salerno.

Pinto ha presentato un ritratto inedito del leader socialista rapito e assassinato il 10 giugno del 1924 da una squadra fascista per aver denunciato le illegalità commesse dalla nascente dittatura di Benito Mussolini.  

 

“Il partito socialista nacque con una scissione, con uno scontro politico forte fra la via legalitaria e gli anarchici che respingevano l’idea della via legalitaria – ha osservato Carmine Pinto e ha aggiunto – nasceva all’interno di una dinamica in cui convivevano diverse idee del partito.

Tra i massimalisti, la sinistra, la corrente opposta di Matteotti, era guidata da Mussolini”.

Carmine Pinto, Carmelo Conte, Eugenio Verdini, VIto Pindozzi

 

La lotta politica dei partiti allora aveva grandi cariche ideologiche.

Interessante la lettura dell’onorevole Carmelo Conte: “Matteotti è un nostro orgoglio, un orgoglio socialista, ma è anche un valore universale”.

Carmelo Conte ha riflettuto sul personaggio storico, sulla sua parabola e si é soffermato sui rischi per la democrazia per le conquiste democratiche di oggi.

Mario Conte, sindaco di Eboli: “Noi siamo antifascisti, il voto di ieri ha dimostrato che a Eboli le destre vengono sconfitte. Siamo antifascisti e democratici”.

A conclusione lo spettacolo “30 maggio 2024. Ha chiesto di parlare l’onorevole Matteotti” a cura della Compagnia di teatro del Bianconglio. 

 

 




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di Ornella Trotta

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