Maurizio Casagrande

NAPOLI. Tra applausi e risate, buona la prima di A tu per tre in scena al teatro Trianon Viviani.

La commedia nostalgica di e con Maurizio Casagrande convince il pubblico in sala, che si lascia cullare e coccolare da musica e parole, in un mono – dialogo tra passato e presente non scevro di riflessione.

 

A tu per tre – foto di scena

In un periodo di grande difficoltà per le restrizioni e le incertezze dovute alla pandemia che ci ha colpiti così duramente, ho preferito scrivere ed allestire uno spettacolo agile e leggero che mi permettesse di girare con facilità e di poter mantenere bassi i costi per sostenere i teatri che hanno importanti difficoltà economiche, ma senza per questo rinunciare allo stile e alla qualità che da sempre mi hanno dato la possibilità di costruire un rapporto di fiducia con il pubblico che mi segue da anni.

Queste le parole con cui Casagrande ha presentato lo spettacolo, in scena già dallo scorso anno.

Sul palco con lui due donne: Ania Cecilia e Claudia Vietri, l’una canta l’altra suona. Entrambe “mettono in mezzo” il povero Maurizio in più di una occasione, prendendolo bonariamente in giro sull’età, sulla bellezza e sul suo mestiere d’attore.

 

A tu per tre – teatro Trianon Viviani

 

Il simpatico ménage à trois che ne consegue risulta gradevole e divertente.

Ad una più attenta analisi, però, scaturisce una dolce malinconia che tocca i cuori. Racconti di un tempo passato, quando nelle sere d’estate si ascoltavano le canzoni al juke – box e si faceva all’amore nella Fiat Uno restano sospesi nel teatro, in un silenzio surreale che avvolge la sala e forse anche qualche lacrima fa capolino.

Ma è solo un momento.

L’allegria e la comicità la fanno da padrone in questo one man show (plus 2 women) che in due ore racconta i cambiamenti del mondo, le differenze generazionali e la tecnologia madre-matrigna che illude, eppur condanna alla solitudine.

 

A tu per tre – teatro Trianon Viviani

 

Maurizio Casagrande aveva intenzione di scrivere “uno spettacolo agile e leggero”, ma ci è riuscito a metà. Perché non è detto che nella leggerezza non si possa trovare una certa, mai banale, profondità.

Questo è A tu per tre, uno spettacolo sicuramente da vedere

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di Marianna Addesso

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