Venerdì 23 ottobre, nella Sala David Sassoli, la presentazione del volume dedicato al percorso umano e politico dell’ex vicepresidente del Parlamento europeo. Nell’occasione saranno illustrati anche i programmi dell’Accademia Mediterranea.

ROMA – Gianni Pittella, già vicepresidente del Parlamento europeo, presenterà venerdì 23 ottobre, alle 17.30, nella Sala David Sassoli di Palazzo Valentini, in via Quattro Novembre 119/a a Roma, il libro «Mi chiamo Gianni», pubblicato da Guida Editori. L’incontro, organizzato nell’ambito delle iniziative dell’Accademia Mediterranea, sarà dedicato al confronto sull’esperienza politica e umana dell’ex parlamentare europeo, attraverso il dialogo con quattro giornalisti della stampa nazionale.

Dopo i saluti istituzionali, interverranno Alessandro De Angelis, vicedirettore de La Stampa; Luciano Ghelfi, giornalista del Tg2; Teresa Olivieri, giornalista di Italia Oggi; e Renato D’Emmanuele, giornalista di Rai Parlamento. Modererà Alessandro Caruso, direttore responsabile di The Watcher Post.

Il volume, nato dal dialogo tra Pittella e Mario Lamboglia, con la prefazione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, ripercorre le principali tappe di una lunga esperienza politica e istituzionale, intrecciando vicende personali, impegno pubblico e riflessioni sul futuro. Un racconto che restituisce il profilo umano del protagonista, accanto alla sua attività nelle istituzioni italiane ed europee.

La serata sarà anche l’occasione per presentare ufficialmente finalità e programmi dell’Accademia Mediterranea, costituita il 27 settembre scorso. L’iniziativa coinvolge, tra gli altri, la Fondazione Guida alla Cultura, la Biblioteca Colonnello-Sorge, Guida100 e la Città Metropolitana di Roma Capitale.

La scelta di Palazzo Valentini e della sala intitolata a David Sassoli conferisce all’appuntamento un particolare significato, richiamando il valore del dialogo istituzionale e della partecipazione democratica.

Al centro dell’incontro non ci sarà soltanto il racconto di una carriera politica, ma anche una riflessione sul rapporto tra esperienza, responsabilità e futuro delle nuove generazioni. Perché recuperare la memoria di un percorso umano e istituzionale significa offrire strumenti per comprendere il presente.

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di admin

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