A Eboli si torna a discutere di caporalato con un taglio concreto e documentato. Ieri sera, nell’Auditorium San Bartolomeo, il Rotary Club Eboli ha promosso un incontro pubblico a partire da una videoinchiesta del 1981 realizzata dal giornalista Vito Pompeo Pindozzi. Un lavoro che viene riproposto per analizzare, con strumenti diversi, ma con la stessa urgenza, un fenomeno che continua a interessare il territorio.

Al cuore dell’incontro, la videoinchiesta realizzata nel 1981 da Vito Pompeo Pindozzi, documento che, già allora restituiva con lucidità e coraggio il volto di un sistema di sfruttamento radicato nei territori. Un lavoro giornalistico che oggi torna ad assumere un valore non soltanto storico, ma anche drammaticamente attuale. Il titolo “Il caporalato: una storia antica… e oggi?” suggerisce una linea di continuità che inquieta. Perché, se molto è cambiato sul piano normativo e nella sensibilità pubblica, persistono sacche di illegalità e marginalità che rendono il fenomeno tutt’altro che archiviato.

A discuterne, insieme all’autore, Geppino D’Amico e Alferio Bottiglieri, voci diverse ma complementari: da un lato lo sguardo giornalistico, capace di ricostruire e raccontare; dall’altro l’impegno sindacale, quotidianamente a contatto con le dinamiche del lavoro e le condizioni dei braccianti. Ha coordinato i lavori il dottor Dario Panico.

L’iniziativa, promossa dal Rotary Club Eboli, presieduto da Elio Rocco, si inserisce in un percorso più ampio di attenzione ai temi sociali e civili.

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di Ornella Trotta

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