Casal Velino, «Luisa Tancredi» incontra i lettori: storia, libertà e memoria nel romanzo di Ornella Trotta
CASAL VELINO – Una donna del Settecento, un amore proibito e sullo sfondo, il Regno di Napoli attraversato dal vento della rivoluzione del 1799.
È intorno a questi temi che domenica 17 agosto, in piazza Guglielmo Marconi a Marina di Casal Velino, si è svolta la presentazione di Luisa Tancredi. Amore proibito e rivolta nel Regno di Napoli, il romanzo di Ornella Trotta, pubblicato da Guida Editori. L’incontro, inserito nella rassegna «Incontri d’Autore – Serate letterarie a Casal Velino» organizzata dal Comune, ha portato la storia di Luisa al pubblico cilentano, trasformando la presentazione di un libro in un confronto sulla libertà individuale, sulla condizione femminile e sulle idee rivoluzionarie del 1799.

Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali della sindaca di Casal Velino Silvia Pisapia, che ha partecipato all’incontro ricordando con sensibilità alcuni dei temi fondamentali attraversati dal romanzo: il coraggio delle scelte, il ruolo delle donne, il rapporto fra vicende individuali e grandi trasformazioni della storia.

«Ho cercato di raccontare il 1799 non soltanto attraverso gli avvenimenti che conosciamo dai libri di storia, ma attraverso le persone, le loro passioni, le loro paure e soprattutto le loro scelte», ha spiegato Ornella Trotta.

«Luisa è una donna del suo tempo, ma pone domande che appartengono anche al nostro: quanto siamo disposti a pagare per essere liberi?»

Il romanzo intreccia infatti la dimensione privata della protagonista con le inquietudini politiche e sociali che conducono alla Repubblica napoletana del 1799.

Il romanzo interroga un’epoca e racconta la ricerca di un’autonomia femminile in un mondo nel quale alle donne era concesso uno spazio estremamente limitato.

«Non volevo scrivere un personaggio femminile contemporaneo travestito da donna del Settecento», ha aggiunto Trotta. «Volevo che Luisa appartenesse davvero alla sua epoca, con i limiti e le contraddizioni di quel mondo, e che proprio all’interno di quei limiti trovasse la forza di maturare una propria coscienza».

Particolarmente intenso l’intervento del consigliere comunale Antonio Gentile, che ha affidato alle parole stesse del libro una parte della sua riflessione. Gentile ha letto alcuni brani del romanzo, soffermandosi soprattutto sulle pagine più liriche del cosiddetto «testamento di Luisa», uno dei momenti nei quali la dimensione intima della protagonista assume un significato più ampio.

Nel suo intervento ha poi raccontato l’opera mettendone in evidenza la semplicità e la fluidità della lettura, capace di accompagnare il lettore all’interno della vicenda storica senza appesantirne il racconto.

A coordinare i lavori è stato Bartolomeo Lanzara, giornalista, avvocato e presidente del Codacons, ideatore dell’incontro.

Lanzara ha guidato il confronto tra autrice, relatori e pubblico, favorendo un dialogo che dalla vicenda letteraria si è progressivamente allargato ai temi della memoria, della storia locale e dell’identità del territorio.

Nel corso della serata sono intervenuti Dino Liguori, Antonia Cernelli, Caterina Mastrogiovanni, Francesco Cucco, Guerino Iannicelli, Gianpiero Paolo Cirillo e Carmine Agresta, contribuendo con riflessioni e osservazioni al dibattito nato intorno al libro.
«Quando un romanzo viene pubblicato smette, in qualche modo, di appartenere soltanto a chi lo ha scritto», ha concluso Ornella Trotta. «Ogni lettore incontra una Luisa diversa e porta dentro la storia qualcosa della propria esperienza. Serate come questa hanno per me proprio questo valore: vedere un personaggio nato sulla pagina diventare occasione di dialogo, di memoria e di confronto. E farlo qui, nel Cilento, in una terra che entra profondamente nell’orizzonte del romanzo, rende questo incontro ancora più significativo».
La serata di Casal Velino ha restituito alla letteratura la sua funzione più antica: raccontare una storia particolare per parlare di questioni universali.