Campagna – Ci ha lasciato Angelo Raffaele Maglio, imprenditore molto conosciuto e stimato per energia e visione, capace negli anni di legare la propria attività non soltanto all’impresa, ma anche allo sviluppo del territorio e alle relazioni tra le diverse forze economiche e sociali. La notizia della sua scomparsa, avvenuta oggi, 8 settembre, ha suscitato profondo cordoglio tra quanti lo hanno conosciuto e con lui hanno condiviso percorsi professionali, iniziative e progetti.

Angelo Raffaele Maglio si è spento circondato dall’affetto dei suoi familiari. A darne il triste annuncio sono la moglie Maria Antonietta Trotta, i figli Costantino e Lucia, la nuora Fabiola Onesti, il genero Antonio D’Elia, i nipoti Mariasara, Stella, Stefano, Angelo Raffaele, Paola e Davide.

Le esequie si terranno domani, 9 settembre, alle ore 15, il rito funebre sarà celebrato nella chiesa della Madonna del Ponte.

La sua storia imprenditoriale era profondamente legata all’olivicoltura e alla tradizione olearia di Campagna. Angelo Raffaele Maglio aveva portato avanti, insieme ai figli, un’attività familiare giunta alla terza generazione, fondata sulla coltivazione degli ulivi e sulla produzione di olio extravergine di qualità. Il frantoio Maglio ha saputo coniugare tradizione e innovazione, adottando negli anni impianti a ciclo continuo e tecnologie moderne senza perdere il legame con la terra e con una cultura produttiva tramandata in famiglia.  

Angelo Raffaele Maglio credeva nella forza dei territori, nella capacità delle comunità di crescere quando istituzioni, imprese, professionisti e cittadini riuscivano a dialogare e a costruire insieme. Più volte aveva preso parte, con convinzione e successo, a iniziative che mettevano intorno allo stesso tavolo i diversi protagonisti dello sviluppo economico, contribuendo con esperienza, idee e concretezza.

Oggi resta il dolore della famiglia e di chi gli ha voluto bene, ma resta anche l’eredità di uno sguardo lungo, quello di un uomo che aveva saputo vedere prima e più lontano degli altri. E forse è proprio questo il segno più profondo che lascia: aver creduto, fino in fondo, che un territorio possa diventare più forte quando chi ne è protagonista sceglie di costruire, condividere e guardare al futuro.

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di Ornella Trotta

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