I nonni di Facundo Real Adesso

CAGGIANO. Un viaggio non è solo uno spostamento fisico, ma un ponte attraverso il tempo e la memoria. È questo ciò che anima la storia di Facundo Real Adesso, un ragazzo che ha compiuto il percorso inverso dei suoi antenati, “navigando”  da Buenos Aires fino al cuore antico di Caggiano.

 

 

La storia ha inizio nel lontano 1900, quando i suoi trisavoli, Antonia Pecora e Michele Adesso, dissero addio al borgo natio, lasciandosi alle spalle vicoli e affetti per inseguire la promessa di una nuova vita in Argentina. Un taglio netto che oggi, dopo oltre un secolo, Facundo, pronipote di Nicola – uno dei sei figli di Antonia e Michele – ha scelto di ricucire.

 

i Nonni Adesso

 

Facundo è il primo della sua famiglia a rimettere piede a Caggiano, mosso da un legame viscerale percepito fin dall’infanzia. Non è un caso se, per lui, i pranzi domenicali in famiglia abbiano sempre avuto il sapore inconfondibile della pasta (rigorosamente “che non si taglia!”, un probabile riferimento agli spaghetti), un rito sacro che incarna la sua identità di “Tano”, soprannome con cui in Argentina vengono affettuosamente chiamati gli italiani, specialmente quelli di origine meridionale (soprattutto napoletana).

 

Una ricerca che scalda l’anima

 

La sua family research è stata sorprendente: armato di caparbietà e della facilità che offre l’essere da poco residente in Italia, Facundo ha già scovato tracce significative, ritrovando fratelli e sorelle dei suoi bisnonni e persino un cugino nel vicino paese di Savoia di Lucania, sua prossima tappa.

L’incontro con Caggiano, di cui porta il 50% del sangue nelle vene (l’altro 50% è di origine spagnola), è stato catalizzato dalla potenza dei social media. Pubblicando la sua storia e il desiderio di conoscere i vicoli medievali dei suoi avi su uno di quei gruppi dedicati, Facundo ha trovato subito riscontro e un’accoglienza commovente. È stato l’incontro con Onofrio e l’intera famiglia del “Capitano” a trasformare la sua visita in un abbraccio comunitario che lo ha fatto sentire immediatamente “a casa”.

 

 

Nei pochi giorni trascorsi nel borgo, le sue ricerche sono state intense. Passeggiando per il centro storico, ha potuto solo fantasticare – per ora – su quale di quelle antiche case fosse stata il focolare di Antonia e Michele. Un’immaginazione fertile, la sua, nutrita anche dalla sua professione. Facundo è, infatti, attore teatrale e professore di teatro per bambini, attività che affiancava in Argentina a quella di social media manager presso gli uffici della vice presidenza di Buenos Aires.

Ed è proprio questa sua formazione teatrale che lo ha spinto a visitare anche gli archivi d’arte contemporanea (Vettor Pisani) e teatrali (Living Theatre) ospitati permanentemente in due dei più bei palazzi storici di Caggiano. Ho avuto il piacere di accompagnarlo in questo mini-tour culturale, testimoniando l’entusiasmo di un uomo che sente l’arte e la storia scorrere nelle proprie vene.

 

Cosa porta con sé?

 

Nonostante la giovane età, Facundo Real Adesso dimostra una maturità e un desiderio di non recidere il filo con il passato che commuovono. La sua storia ci ricorda che le radici, anche se lontane, continuano a nutrire l’albero della nostra vita.

Cosa porta via con sé da questo primo, cruciale approdo? Non solo la certezza di nuove scoperte genealogiche, ma anche il sapore autentico della Campania: i crusicchi, il pasticcio e una sfilza di prelibatezze locali che la signora Caterina gli ha fatto assaggiare, svelandogli anche qualche segreto.

Un sapore che è molto più di un semplice pasto: è il gusto ritrovato della sua eredità.

Caro Facundo, l’intera comunità di Caggiano ti aspetta per un soggiorno più lungo. La tua storia è solo all’inizio e siamo tutti pronti a vederla arricchirsi di nuove, bellissime scoperte.

Il ritorno a casa non è mai definitivo, ma il primo passo verso un legame eterno.

 

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di Marianna Addesso

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