Ambiente e giovani, la responsabilità concreta: il ruolo della Fondazione e della Banca Monte Pruno
C’è un punto, emerso con chiarezza a Teggiano, che segna una linea di demarcazione netta tra le parole e i fatti: la responsabilità non è più un concetto da evocare, ma un impegno da praticare. E in questo passaggio, alcune realtà dimostrano di aver già scelto da che parte stare.

Il convegno promosso dall’Associazione “Oltre”, svoltosi il 30 aprile presso il Complesso Monumentale della Santissima Pietà di Teggiano, ha offerto un’occasione preziosa di confronto tra istituzioni, mondo scientifico e giovani. Ma soprattutto ha messo in evidenza un dato: il futuro dei territori non si costruisce con dichiarazioni d’intenti, bensì con azioni continuative, radicate e credibili.
L’impegno della Banca Monte Pruno
In questo senso, la presenza della Fondazione e della Banca Monte Pruno non è stata formale, ma sostanziale. Non una partecipazione di rappresentanza, ma l’espressione di un percorso già in atto. Il presidente Michele Albanese lo ha detto con chiarezza: non esiste più distinzione tra chi decide e chi subisce. Una frase che, letta alla luce dell’impegno concreto della Banca sul territorio, assume un valore ancora più incisivo.
Perché la Banca Monte Pruno non si limita a osservare i cambiamenti, ma li accompagna. Sostenendo famiglie, imprese e, soprattutto, giovani. Non con interventi episodici, ma con una visione che tiene insieme sviluppo economico, coesione sociale e attenzione ai territori interni, spesso marginalizzati.
I giovani che restano
Il passaggio più forte resta quello dedicato alle nuove generazioni: non sono i giovani ad andare via, ma i territori che non riescono a trattenerli. È una presa di posizione che chiama in causa direttamente chi ha responsabilità economiche e istituzionali. E che trova, proprio nell’azione della Banca Monte Pruno, un tentativo concreto di risposta.
“Restanza” reale possibilità
La “restanza”, evocata nel corso dell’intervento, non può essere un atto eroico individuale. Deve diventare una possibilità reale. E questo è possibile solo quando esistono strumenti, servizi, opportunità. Quando il credito non è solo finanza, ma leva di sviluppo. Quando una banca diventa presidio, punto di riferimento, elemento di stabilità.

Accanto a questo, i contributi del mondo scientifico hanno rafforzato la consapevolezza che ambiente e salute sono ormai inseparabili. Gli interventi di Annarita Roscigno, Tommaso Pellegrino, Luigi Montano e Antonio Marfella hanno evidenziato come la prevenzione passi da scelte quotidiane, ma anche da politiche pubbliche e investimenti mirati.
La politica, rappresentata dall’assessore regionale Claudia Pecoraro, ha confermato l’attenzione sul tema. Ma è evidente che la sfida si giocherà sulla capacità di costruire alleanze stabili tra istituzioni, sistema sanitario e realtà economiche. Ed è proprio qui che il ruolo della Fondazione e della Banca Monte Pruno appare centrale. Perché dimostra che è possibile coniugare radicamento territoriale e visione. Che è possibile investire nei giovani senza ridurre il discorso a slogan. Che è possibile, soprattutto, trasformare la responsabilità in pratica quotidiana.
Dal confronto di Teggiano emerge, quindi, un messaggio che va oltre il singolo evento. L’ambiente non è una questione settoriale. La prevenzione non è un tema tecnico. Sono, entrambi, la misura della qualità di un territorio.
E se il futuro passa dai giovani, allora la vera differenza la farà chi, come la Banca Monte Pruno, è in grado di offrire concrete prospettive.