Domani l’Assemblea dei Soci della BCC Monte Pruno: all’ordine del giorno l’approvazione del Bilancio 2025
Si terrà domani, 9 maggio, nell’Auditorium “Michele Albanese”, nella storica sede della BCC Monte Pruno di Roscigno, l’Assemblea dei Soci della banca di credito cooperativo. Tra i principali punti all’ordine del giorno ci sarà l’approvazione del Bilancio 2025, appuntamento centrale nella vita dell’istituto e occasione di confronto tra governance, soci e territorio.
Un momento che, come accade tradizionalmente nel mondo del credito cooperativo, va oltre la semplice dimensione tecnica e contabile.
Perché i bilanci raccontano gli utili, certo. Ma ci sono anche bilanci che raccontano altro: persone, fiducia, valori, territori, relazioni. Ed è probabilmente proprio qui che si misura la differenza più autentica tra una banca che semplicemente opera su un territorio e una banca che quel territorio lo sente suo, lo vive, lo attraversa ogni giorno, ne conosce le difficoltà ma anche le potenzialità.
Alcuni numeri
Il bello è che dietro quei numeri – 142 progetti sostenuti e 278.355 euro restituiti al territorio – non ci sono soltanto contributi economici. Ci sono associazioni che continuano a vivere, iniziative culturali che riescono a non fermarsi, eventi che generano aggregazione, giovani che trovano opportunità di crescita, realtà sociali che ricevono sostegno concreto.Ed è forse questa la parola più importante: presenza.
Sempre presenti
Perché nei territori interni, nei piccoli comuni, nelle aree spesso raccontate soltanto attraverso il tema dello spopolamento o delle difficoltà economiche, una banca locale rappresenta molto più di un istituto di credito. Rappresenta un presidio umano, sociale e identitario. Significa continuare a investire dove altri arretrano. Significa credere che un territorio abbia ancora diritto a costruire futuro.
Cultura, solidarietà, giovani
Non è casuale che tra le direttrici degli interventi sostenuti dalla Banca Monte Pruno compaiano cultura, solidarietà, mutualità, socialità, educazione finanziaria e giovani. Perché sono esattamente questi gli elementi che tengono viva una comunità.I dati raccontano una scelta precisa: il 35% delle risorse destinato a cultura, formazione e ricerca; il 34% a sport, tempo libero e aggregazione; il 21% alla promozione del territorio e delle attività economiche; il 10% ad attività socio-assistenziali. Percentuali che parlano di una visione chiara: trasformare il valore economico in valore sociale. Perché sostenere un evento culturale, finanziare un progetto educativo, aiutare un’associazione o promuovere iniziative di aggregazione non significa soltanto erogare fondi. Significa evitare che un territorio perda pezzi della propria identità.
La comunità oltre la banca
Ed è probabilmente qui che il credito cooperativo ritrova il suo significato più autentico: non essere soltanto banca, ma comunità. “Dal valore economico al valore sociale” non appare allora come un semplice slogan istituzionale, ma come una precisa dichiarazione d’identità. In un tempo in cui tutto sembra misurarsi soltanto in termini di profitto e rendimento immediato, forse è proprio questa la sfida più importante: dimostrare che un bilancio può ancora raccontare una comunità.