Campania, il valore di una lista senza ombre

Ci risiamo. Si avvicinano le regionali e, puntuali come le rondini, spuntano sigle, alleanze, strategie. Tutto legittimo, tutto normale. Ma a un certo punto bisognerà pur dirlo: la vera differenza non la fanno i simboli o le coalizioni, ma i nomi che finiscono nelle liste.

Candidati credibili

E qui casca l’asino. Perché se la politica vuole tornare a essere una cosa bella – sì, bella, non uso questa parola a caso – deve ripartire dalla credibilità dei candidati. Non basta il faccino in un manifesto, non bastano le strette di mano in piazza. Servono persone di specchiata moralità, con un curriculum limpido e verificabile, riconosciute e radicate nel territorio che intendono rappresentare. C’è bisogno di interlocutori credibili.

Campania al voto

Il dubbio, certo, è sempre una ricchezza. Dubitare ci rende liberi, ci salva dal fanatismo, ci fa restare umani. Ma il dubbio non può riguardare chi governa la cosa pubblica. Il cittadino può dubitare del mondo, non del curriculum di chi gli chiede il voto.Le elezioni regionali in Campania si terranno a novembre 2025 e il quadro si va delineando: da un lato il centrosinistra, con l’alleanza PD–M5S e la candidatura di Roberto Fico; dall’altro il centrodestra, che punta su un nome di peso come Edmondo Cirielli. Una sfida vera, serrata, con i riflettori puntati addosso. Ma se al di là dei nomi non si presenteranno liste limpide, con candidati all’altezza, la competizione resterà solo una recita stanca. Abbiamo bisogno di attori protagonisti, non di comparse.

Territori ai margini

Grande rispetto a chi già amministra e si fa carico, ogni giorno, della complessità della cosa pubblica. Ma non basta. Perché ci sono territori che non possono più permettersi il lusso di restare ai margini. La Valle del Sele, ad esempio, attende da anni di esprimere figure di riferimento. E lo stesso vale per il Cilento, che non difetta di contenuti ma di numeri. È qui che la politica deve dimostrare di non dimenticare nessuno.

L’appello

E l’appello, lasciatemelo dire, va anche a noi: giornalisti, intellettuali, studiosi, teste pensanti. Non possiamo continuare a restare alla finestra, rassegnati. Smettiamola di aspettare chi ci salverà. Inutile attendere, non verrà . Tocca anche a noi sostenere, con coraggio e responsabilità, un progetto politico che metta in campo candidati credibili, del territorio e per il territorio.

L’appello alle donne

E poi, un appello alle donne: questa volta, finalmente, non fatevi usare maldestramente, scelleratamente, inopportunamente dagli uomini. La politica non può continuare a trattarvi come pedine da spostare a piacere o quote da riempire. Fatevi valere. Servono donne protagoniste, con autonomia, visione e dignità.

Politica atto d’amore civile

Perché se la politica non sceglie la trasparenza, sceglie l’irrilevanza. E noi cittadini abbiamo bisogno di altro: di una politica che sia patto di fiducia, carezza al futuro, atto d’amore civile. Solo allora potremo tornare a dirlo senza arrossire: la politica è una cosa bella.

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di Ornella Trotta

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