C’è una Roma del potere visibile e una Roma più opaca, fatta di finanza, segreti, delitti irrisolti, riti oscuri e rapporti ambigui tra sacro e profano. È da qui che parte Intrighi pericolosi di Egidio Sproviero, thriller pubblicato nel 2025 da Narrazioni Clandestine, marchio del Gruppo Editoriale Santelli. Fin dalle prime pagine, il romanzo dichiara il proprio territorio narrativo: una capitale doppia, insieme civile e religiosa, affiancata da un’altra terra altrettanto enigmatica, la Basilicata, descritta come luogo di petrolio, antiche superstizioni, clientelismi e memorie profonde.
Il cuore del libro è proprio qui: nell’idea che sotto la superficie della realtà agiscano trame nascoste, reti di potere e connessioni pericolose. Sproviero costruisce una storia ampia, corale, che non si limita al meccanismo del giallo classico ma allarga il raggio al thriller politico, al noir d’atmosfera e al romanzo d’inchiesta immaginaria. Lo scenario vaticano, con i suoi archivi, le sue mediazioni, i fondi occulti e i personaggi che si muovono tra fede proclamata e interessi inconfessabili, diventa uno dei motori più forti della tensione narrativa.

Uno degli aspetti più evidenti del romanzo è la sua ambizione. Intrighi pericolosi non sceglie la via del thriller rapido e semplificato, ma quella di una narrazione più ricca di personaggi, episodi e snodi. Anche la prefazione insiste su questo punto, sottolineando l’originalità della storia, la trama ben congegnata, la lingua sciolta, il buon uso del dialogo e la capacità di agganciare il lettore pur fuori dagli schemi più prevedibili della narrativa di genere.
L’effetto è quello di una storia che prova a tenere insieme più livelli: il mistero, il contesto sociale, il lato simbolico dei luoghi e il fascino dell’ombra. Roma, con il Vaticano e le sue contraddizioni, viene raccontata come crocevia di forze che spesso sfuggono alla comprensione pubblica; la Basilicata, invece, non è semplice sfondo periferico ma spazio vivo, identitario, quasi mitico, attraversato da tensioni antiche e moderne.
Sul piano stilistico, Sproviero lavora molto sull’atmosfera. Ci sono pagine in cui la città, i quartieri, gli interni e i personaggi contano quasi quanto l’intreccio stesso. L’ingresso in scena del Maestro Luciano, per esempio, restituisce subito una dimensione concreta, visiva, cinematografica, che accompagna il lettore dentro il romanzo prima ancora che nei suoi segreti.
Intrighi pericolosi è dunque un thriller che punta sulla densità più che sulla velocità, sull’ampiezza più che sull’essenzialità. E proprio in questa scelta trova la sua identità: non un prodotto seriale, ma un romanzo che vuole mescolare intrattenimento, inquietudine e riflessione sui luoghi dove il potere si traveste, si protegge e si nasconde.