Il 14 febbraio 1926, a Oppidi, contrada di Campagna, nasceva Maria Antonina Glielmi. In quel giorno, cento anni fa, iniziava la storia di una donna che avrebbe attraversato un intero secolo con discrezione, forza e dignità.

Maria Antonina è cresciuta in un’Italia contadina, dove il lavoro non era una scelta ma una necessità. La sua giornata iniziava alle tre del mattino. Saliva in groppa all’asino per andare a caricare il foraggio per gli animali che allevava. Durante il tragitto filava la lana della sua pecorella nera, lavorava ai ferri e realizzava guanti, calzini, sciarpe, cappelli. Rientrava, sistemava tutto e, alle sei, era già pronta per partire verso la Piana del Sele, quando il caporale passava a prendere le braccianti. Il tempo era prezioso e non andava sprecato. Ogni minuto diventava occasione per costruire qualcosa per la famiglia.

Accanto a lei, il marito Luigi Vece, di quattro anni piu grande, partito giovanissimo per la guerra. Aveva diciotto anni quando affrontò la campagna di Russia, esperienza che lo segnò profondamente. Insieme hanno costruito una famiglia fondata sul sacrificio e sulla responsabilità.

Maria Antonina è stata una madre presente e instancabile. I figli, Anna di 76 anni e Giovanni di 68, raccontano che non si è mai risparmiata. Oggi sono loro, insieme al genero, alla nuora e ai nipoti, a prendersi cura di lei con grande dedizione, restituendole l’amore ricevuto.

La fede ha sempre accompagnato il suo cammino. Frequentava la chiesa di Serradarce e ricorda con affetto don Gennaro Parisi, sacerdote stimato e punto di riferimento per la comunità. La religiosità di Maria Antonina non è mai stata ostentata, ma vissuta nel quotidiano, nel lavoro e nell’attenzione verso gli altri.

Oggi, nel giorno del suo centesimo compleanno, Maria Antonina è circondata dall’affetto della sua famiglia. È il volto di una generazione che ha conosciuto la fatica, la guerra, la ricostruzione e che ha costruito il futuro con il lavoro silenzioso di ogni giorno. Ho voluto incontrarla, ascoltare la sua voce e stringerle la mano. A Maria Antonina Glielmi rivolgo gli auguri più sinceri: che possa continuare a sentirsi avvolta dall’amore dei suoi figli e dei suoi nipoti, esempio luminoso di forza, dignità e dedizione per le nuove generazioni.

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di Ornella Trotta

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