Un gesto semplice, ma significativo, la sala riunioni in cui lavorava ogni giorno è stata intitolata alla dottoressa Roberta Pierro prematuramente scomparsa. Proprio lì, dove con il suo gruppo condivideva progetti, responsabilità e momenti di confronto professionale, è stata apposta una targa che ne custodisce il nome e il ricordo.

La cerimonia si è svolta la settimana scorsa a Roma nella sede di Enel dove Roberta prestava servizio. Un momento che ha voluto trasformare il dolore in memoria viva. Non un semplice atto formale, ma un riconoscimento umano e professionale verso una professionista che aveva saputo distinguersi per competenza, dedizione e capacità di fare squadra.

Come già raccontato nei mesi scorsi da Il Bello, la scomparsa di Roberta Pierro aveva colpito profondamente. La sua figura era emersa non solo per il profilo professionale, ma per l’energia positiva che sapeva trasmettere, per la disponibilità verso gli altri, per quel modo discreto ma fermo di affrontare responsabilità e sfide quotidiane.

Intitolare proprio la sala riunioni – il luogo del confronto, delle idee, delle decisioni condivise – assume un valore simbolico forte: è lì che continueranno a nascere progetti, ed è lì che il suo esempio potrà idealmente restare come riferimento silenzioso.

La targa ricorda il suo nome e la sua appartenenza a quel gruppo di lavoro che oggi ne custodisce l’eredità professionale e umana.

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di Ornella Trotta

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