Furto al Museo della Memoria: rubati un tavolo e cento metri di illuminazione nel giardino di San Bartolomeo
CAMPAGNA – Un tavolo da dieci posti e circa cento metri di illuminazione a led sono stati rubati nei giorni scorsi dal giardino del Complesso Monumentale di San Bartolomeo, spazio pertinenziale del Museo della Memoria e della Pace. A denunciare l’accaduto è il direttore del Museo, Marcello Naimoli, che esprime profondo rammarico per un episodio che ha lasciato sgomenta l’intera comunità cittadina.
Il furto è avvenuto all’interno dell’area verde che ospita visitatori, studenti e gruppi provenienti da tutta Italia per conoscere la storia di Campagna e il suo straordinario esempio di accoglienza durante gli anni della persecuzione nazifascista. Il tavolo sottratto era uno dei tre acquistati grazie a finanziamenti regionali destinati alla valorizzazione del sito, mentre l’impianto di illuminazione consentiva la fruizione del giardino nelle ore serali.
Le conseguenze sono immediate. A causa del danneggiamento e della sottrazione del materiale, il giardino non potrà essere utilizzato nelle ore notturne e sarà ridotta la possibilità di offrire uno spazio di incontro, sosta e convivialità ai tanti visitatori che ogni anno raggiungono il Museo.
«Non si tratta soltanto di un danno economico – sottolinea Marcello Naimoli – ma di una ferita inferta ad un luogo costruito nel tempo grazie all’impegno di istituzioni, volontari, cittadini e associazioni che hanno creduto nel valore della memoria e della cultura».
Il giardino, di proprietà della Chiesa e concesso al Museo attraverso un protocollo d’intesa con l’Amministrazione comunale, è stato recuperato e valorizzato grazie a due finanziamenti regionali. La sua manutenzione e la sua cura sono rese possibili anche dalla collaborazione dei residenti del quartiere San Bartolomeo, che negli anni hanno contribuito a renderlo uno spazio accogliente e decoroso.
Da qui l’appello rivolto alla cittadinanza affinché eventuali testimoni o persone in possesso di informazioni utili possano contribuire all’individuazione dei responsabili.
L’episodio ha suscitato amarezza e indignazione. Perché chi ha portato via quel tavolo e quelle luci non ha sottratto soltanto degli oggetti. Ha colpito un luogo simbolico, nato per custodire la memoria, promuovere la cultura dell’accoglienza e offrire occasioni di incontro tra le persone.