CAPACCIO PAESTUM – Si è svolta venerdì 19 giugno, nella sala convegni della Tenuta Vannulo di Capaccio Paestum, la presentazione di Non chiamatelo padre, il nuovo romanzo di Carmela Forlenza pubblicato da Giannini Editore. L’incontro, dedicato ai temi delle relazioni familiari e delle dinamiche affettive affrontate nel libro, ha visto la partecipazione di giornalisti, lettori, appassionati di letteratura e rappresentanti del mondo culturale del territorio.

Vito Mercurio

La serata è stata introdotta dalla giornalista Ornella Trotta, direttrice de Il Bello, che ha relazionato sull’opera illustrandone contenuti, temi e contesto narrativo. Il dialogo con l’autrice è stato affidato alla giornalista Maria Vita Della Monica, mentre le letture di alcuni brani del romanzo sono state curate da Filomena Sessa, Agnese Attianese e Maria Pia Gallotta.

Ad aprire il pomeriggio è stato un raffinato momento musicale che ha immediatamente creato un’atmosfera di ascolto e condivisione. Protagonista il maestro Vito Mercurio, amato coniuge dell’autrice, violinista, compositore e arrangiatore di fama nazionale, diplomato al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli e collaboratore, nel corso della sua lunga carriera, di artisti e realtà prestigiose come Roberto De Simone, la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Pino Daniele, Giorgio Gaber, Roberto Murolo, Peppe Barra, Fausto Leali, Al Bano e Romina Power.

Maria Vita Della Monica

Accanto a lui si sono esibiti il figlio Antonio Mercurio e le interpreti Filomena Sessa, Agnese Attianese e Maria Pia Gallotta.

Ornella Trotta e Maria Vita Della Monica

L’incontro si è sviluppato in un clima di autentica partecipazione, nel quale parole e musica si sono alternate senza soluzione di continuità, trasformando la presentazione in un momento di riflessione collettiva sul significato dei legami familiari, sulla sofferenza, sul perdono e sulla possibilità di ricostruire la propria identità anche dopo le ferite più profonde.

A rendere ancora più speciale il pomeriggio è stata la splendida ospitalità di Tonino Palmieri, patron della Tenuta Vannulo, che con la consueta eleganza e disponibilità ha accolto relatori, artisti e pubblico in uno spazio che sembra fatto apposta per favorire l’incontro tra le persone e le idee. Un’accoglienza autentica, discreta e generosa che ha contribuito in modo determinante al successo dell’iniziativa.

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di Ornella Trotta

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