“Sorella Morte” di Paolo Itri. La casa, la memoria e il mistero

C’è una casa che respira come un essere umano, che custodisce l’eco delle voci, il peso dei ricordi e la vertigine del mistero. È Palazzo Prosperi, cuore oscuro del romanzo Sorella Morte di Paolo Itri, pubblicato da Mondadori. Un’opera di 384 pagine che si legge come un viaggio nell’anima, introdotta dalla raffinata prefazione di Raffaele Cantone, amico e collega dell’autore.

La vicenda

Il romanzo si muove tra New York e un borgo campano immaginario ma vivido, Licunti, luogo di pietra e superstizione, dove il tempo sembra essersi fermato. Protagonista è Riccardo Prosperi, giovane discendente di una famiglia nobile e inquieta, che torna a Licunti per ritrovare le proprie radici. Ad attenderlo, una dimora abbandonata, avvolta da un silenzio denso di memorie, dove ogni stanza sembra nascondere un segreto e ogni quadro pare guardarlo negli occhi. Attraverso diari, lettere e ricordi, Riccardo ricostruisce la storia dei suoi avi: il nonno medico, la nonna Teresa Varone, la sorellina morta troppo presto, e soprattutto la zia Rachele, la bellissima donna che, dopo la guerra, emigrò a New York per sposare un soldato americano. E’ lei, in qualche modo, a fare da ponte tra due mondi: la Campania rurale e la modernità americana, la vita e la morte, la ragione e il sogno.

Paolo Itri

Fascino gotico e calore del Sud

In questo intreccio di generazioni e continenti, la “Sorella Morte” non è solo un presagio, ma una presenza costante: la voce che accompagna i protagonisti, la coscienza che li interroga, la verità che non si può fuggire. Con una prosa intensa, elegante e cinematografica, Paolo Itri costruisce un racconto che unisce il fascino gotico di Poe al calore emotivo del Sud, trasformando un thriller psicologico in una profonda riflessione sull’esistenza, sull’eredità e sul potere salvifico della memoria.

Mistero e rivelazione

Sorella Morte è uno di quei romanzi che catturano sin dalle prime pagine e non lasciano più andare. Lo si apre con curiosità e lo si chiude con un brivido, quasi con riluttanza, perché fino all’ultima riga non si comprende davvero dove l’autore voglia condurci. È un libro che mantiene il lettore in costante tensione emotiva, sospeso tra il desiderio di capire e la paura di sapere. Itri dimostra una sorprendente maturità narrativa, sa dosare il mistero e la rivelazione, il reale e il sogno, la parola e il silenzio. Con uno stile limpido e raffinato, riesce a far vibrare la pagina come una corda tesa, dove la vita e la morte si inseguono senza mai toccarsi davvero.

Un libro da leggere e da sentire

Per questo Sorella Morte è un libro da leggere, da sentire, da attraversare. Perché racconta l’oscurità senza mai dimenticare la luce, perché sa spaventare e insieme commuovere, e perché ci restituisce a noi stessi, un po’ cambiati, quando finalmente posiamo lo sguardo sull’ultima parola.

Complimenti sinceri a Paolo Itri, autore capace di sorprendere, emozionare e soprattutto di farci credere, ancora una volta, nella forza incantatrice della buona letteratura.

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di Ornella Trotta

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