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CAGGIANO. Per tre giorni, dal 12 al 14 dicembre, il paese di Caggiano si trasformerà in un laboratorio di etnomusicologia, storia e antropologia. Ospiterà un convegno dedicato ad Alan Lomax e al patrimonio dei canti popolari.

L’evento, promosso dalla Biblioteca Comunale “Nicola Lamattina”, va ben oltre l’omaggio all’illustre ricercatore americano. Sarà in effetti un’occasione per riaffermare l’identità delle aree interne e contrastare, con strumenti culturali e tecnologici, il fenomeno dello spopolamento.

 

La memoria e il futuro digitale dei borghi

 

Spesso, i convegni su tradizioni popolari o etnopsicologia sono percepiti come eventi di nicchia. Il promotore Corrado Lampe, tuttavia, ribalta questa prospettiva: il convegno di Caggiano è un atto che mira ad avvicinare il grande pubblico a saperi ritenuti erroneamente “di scarso interesse”. L’obiettivo è trasformare l’eredità canora raccolta da Lomax e altri in un elemento identitario vitale per la comunità di oggi.

Professionisti di alto livello e appassionati, ma anche studenti delle scuole del circondario, si incontreranno per discutere di un problema fondamentale: il rischio che l’atteggiamento superficiale verso il folclore porti alla definitiva dispersione di un patrimonio immateriale unico. 

 

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Il mondo che cantava le canzoni raccolte da Alan Lomax e da altri assieme a lui non esiste più. – spiega Corrado lampe – Lomax ne è stato uno dei più importanti raccoglitori, e benché i suoi canti in qualche modo continuino a esistere, e ne abbiamo testimonianza reale con Mirella qui presente, che possiede un proprio repertorio ereditato dalla madre e dalla nonna (Mirella Casale, collaboratrice della biblioteca che, assieme a Pietro Grippo, suo collega, hanno lavorato al riordino e alla catalogazione di tutto il materiale riguardante la musica popolare N.d.r.) questo patrimonio è ormai decontestualizzato da un punto di vista sociale ed economico. Non è più la società contadina in cui quelle canzoni avevano il loro posto. Esso diventa però un elemento identitario che è molto importante per le cosiddette “aree interne”, termine molto in voga in questo periodo storico.

Il confronto generazionale

 

Uno dei momenti più attesi del convegno sarà l’incontro con le scuole, previsto per la mattinata del secondo giorno. Studenti e studentesse avranno la possibilità di confrontarsi direttamente con esperti in grado di rispondere sul significato storico, sociale ed etnomusicologico dei canti popolari: correttamente e con cognizione di causa.

Il dramma —e questo sarà anche un tema di questi tre giorni, spiega Lampe— è che spesso c’è un atteggiamento molto strano nei confronti dei canti popolari. Molti non ne comprendono il significato autentico o hanno un’idea completamente distorta rispetto a ciò che essi possono rappresentare oggi.

Questo confronto sarà cruciale, poiché mira a superare la percezione distorta che la musica tradizionale sia qualcosa di statico e lontano. Obiettivo è instillare nei giovani la consapevolezza che il canto e la musica sono espressioni dirette della storia e del paesaggio in cui vivono.

L’identità della biblioteca: archivio di comunità

 

Il convegno è organizzato e ospitato dalla Biblioteca Comunale non per caso. Grazie al ruolo che ricopre da qualche anno a Caggiano, Lampe può raccontarci con cognizione di causa il ruolo e l’importanza cruciali di un luogo deputato non solo a custodire volumi “polverosi” e non.

La biblioteca, nel contesto rurale, non è solo un deposito di libri, ma il custode della memoria documentaria e identitaria di una comunità. Se la rete e gli archivi digitali facilitano l’accesso ai testi antichi, ciò che non può essere trovato online è il patrimonio specifico del borgo: gli stamponi legali (“produzioni”) dei Tribunali, i faldoni di vicinato, le piccole storie che compongono il tessuto sociale. Ma poi ci sono tanti documenti, tanti libri, tante cose, anche oggetti della vita quotidiana che sono appartenenti a una piccola comunità che ha il diritto di continuare a esistere, a questa storia millenaria e plurimillenaria come la nostra. Ebbene, quelli non stanno in rete. Una fortuna, però, l’abbiamo avuta: a Caggiano è conservato completamente lo stato civile a partire dal 1809, che sta al Comune. In biblioteca, invece, è conservato in gran parte, con piccole mancanze, il cosiddetto Catasto Onciario (o Catasto Murattiano). Questa è la funzione della biblioteca a livello locale: ha il compito importante di mantenere i documenti e la memoria della comunità.

A Caggiano, questa memoria storica è particolarmente evidente grazie al lavoro svolto negli anni principalmente da Don Vittorio Lamattina, il quale, assieme a Francesco Paolo Morrone, ha contribuito a salvare numerosi tesori provenienti dalla Biblioteca dei Cappuccini di Caggiano. In aggiunta ai libri di pregio, il profondo legame di Don Vittorio con gli emigranti caggianesi, che visitava regolarmente in tutto il mondo, ha generato un archivio fotografico davvero eccezionale. Le immagini, diffuse attraverso il bollettino parrocchiale Voce Amica (da lui fondato), hanno mantenuto vivo il contatto con la comunità dispersa nei cinque continenti e hanno conferito a Caggiano il ruolo di custode di un inestimabile patrimonio culturale.

L’intera collezione del bollettino è stata raccolta e catalogata ed è ad oggi consultabile in biblioteca.

L’omaggio a Lomax e l’archivio “Caggiano”

 

La riflessione di fondo che anima il progetto è: Che cosa si può produrre in un borgo come Caggiano per garantire la sua esistenza?

La risposta – prosegue Lampe – non può essere una soluzione calata dall’alto o la semplice replica di modelli altrui, ma deve essere endogena e rispettosa della storia locale.

Per salvare i borghi, si è assistito in passato a invenzioni estemporanee. Si pensi a Pieve Santo Stefano che inventa la “Città dei Diari”, a Giffoni che si inventa il cinema per ragazzi, o a Santarcangelo di Romagna con il teatro di strada (per citare i più famosi).

Caggiano propone di diventare la Città degli Archivi e delle Biblioteche Private. Questa visione nasce dalla necessità di contrastare la distruzione e la dispersione della memoria. Con l’estinzione delle famiglie, biblioteche e archivi privati ricchi di manoscritti, documenti e libri rari rischiano di finire in discarica o sul mercato nero.

L’Hub di Caggiano mira a diventare un centro di competenza per il restauro, la conservazione e la biblioteconomia, un polo di attrazione per la tutela del patrimonio del Meridione, garantendo che i documenti siano conservati secondo leggi dello Stato e non secondo l’arbitrio della politica locale.

Symposion: nel solco di Alan Lomax

 

Il convegno sarà anche l’occasione per inaugurare l’allestimento museale dedicato ad Alan Lomax, lontano dalle precedenti “improvvisazioni” espositive: una sezione speciale della biblioteca si occuperà stabilmente di mondo agricolo, transumanza, tradizioni popolari ed etnologia.

Inoltre, il convegno vedrà la presentazione di una mostra di libri e documenti sui canti popolari, che includerà, se gli accordi saranno finalizzati per tempo, pezzi provenienti dal prestigioso Archivio Nestore Caggiano, una collezione di livello internazionale di spartiti e documenti del compositore, che avrà presto una sua sezione staccata permanente in biblioteca.

L’evento, completato da un buffet istituzionale e dalla presentazione di lavori sulla toponomastica e l’analisi del centro storico, vuole lanciare un segnale chiaro: la memoria e la cultura sono le uniche vere fondamenta per il futuro economico e sociale delle aree interne.

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di Marianna Addesso

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