Inaugurazione dello “Spazio Ascolto” nel Palazzo di Giustizia di Napoli

Un presidio etico, protetto e interdisciplinare per le vittime di violenza di genere e di criminalità

La Corte di Appello di Napoli e la Procura Generale di Napoli annunciano l’inaugurazione dello Spazio Ascolto, un nuovo ambiente dedicato all’accoglienza, alla protezione e al sostegno delle vittime di violenza di genere e delle vittime di criminalità.
La cerimonia si terrà domani, martedì 9 dicembre 2025 alle ore 10.30, presso il Nuovo Palazzo di Giustizia di Napoli “Alessandro Criscuolo”, Sala Arengario.

Saranno presenti la Presidente Maria Rosaria Covelli e il Procuratore Generale Aldo Policastro, che hanno fortemente sostenuto la creazione di questo nuovo spazio, simbolo di una giustizia più vicina alle persone e attenta alle loro fragilità.

Un progetto nato dalla collaborazione istituzionale e scientifica

Lo Spazio Ascolto è un’iniziativa promossa dall’Osservatorio Distrettuale sulla Violenza di Genere e rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di collaborazione istituzionale tra:Corte di Appello di Napoli, Procura Generale di Napoli, ReCEPL – Centro di Ricerca in Diritto Privato Europeo, ALSOB – Associazione Laureati Suor Orsola Benincasa, Fondazione Po.l.i.s., Cooperativa Sociale EVA.

Lucilla Gatt ha diretto il progetto

Lucilla Gatt

Il progetto è stato ideato dal centro di ricerca ReCEPL e realizzato grazie alla collaborazione di ALSOB e della Fondazione Banco di Napoli, che ne hanno cofinanziato l’attuazione. Si tratta del risultato di un lavoro interdisciplinare che ha coinvolto ricercatori, psicologi, giuristi, architetti, esperti di etica della cura e professionisti della relazione d’aiuto. Tutti hanno contribuito allo sviluppo della filosofia dello Spazio Etico, maturata nell’ambito delle attività del ReCEPL e di ALSOB sotto la direzione della prof.ssa Lucilla Gatt, in virtù della delega formale conferita dal Rettore Lucio d’Alessandro il 23/05/2025.

Lo spazio

Il team tecnico-scientifico ha elaborato un modello innovativo di spazio protetto, capace di coniugare esigenze architettoniche, normative, psicologiche e relazionali, considerando la vulnerabilità della persona nella sua interezza – sul piano emotivo, sociale, culturale e giuridico.

Uno Spazio Etico: dove giustizia e cura si incontrano

Il nuovo Spazio di Ascolto è pensato come un ambiente di accoglienza, protezione e ascolto, concepito per accompagnare le vittime prima, durante e dopo le fasi del percorso giudiziario. Il progetto si ispira ai principi dello Spazio Etico, integrando pienamente il quadro normativo europeo e gli standard internazionali in materia di tutela delle vittime.

Luoghi protetti per le vittime

In particolare, lo Spazio Ascolto è concepito in linea con la Direttiva 2012/29/UE, che invita gli Stati Membri a garantire alle vittime, soprattutto quelle in condizioni di particolare vulnerabilità, luoghi protetti, percorsi riservati e spazi di attesa non condivisi con imputati, testimoni o altri soggetti coinvolti nel procedimento. Tale approccio riconosce che la vulnerabilità può manifestarsi su più piani, morale, psicologico, culturale e giuridico, e che la protezione deve essere integrale e rispettosa della storia personale di ciascuno.

Etica della cura, dialogo e tutela della vulnerabilità

Alla base del progetto vi è anche l’adozione dei principi della norma ISO 9001:2015, lo standard internazionale sui sistemi di gestione della qualità, che fornisce un quadro strutturato per garantire servizi coerenti, affidabili e rispondenti ai bisogni delle persone. Secondo il Sistema di Gestione della Qualità (SGQ), lo Spazio Etico si fonda su alcuni criteri imprescindibili: centralità della persona: ogni individuo è considerato nella sua interezza, nella sua storia, cultura e vulnerabilità; etica della cura: l’ambiente e gli operatori promuovono ascolto, attenzione, empatia, rispetto e una relazione fondata sulla fiducia reciproca; tutela della vulnerabilità: gli spazi sono progettati per offrire protezione, riservatezza e accoglienza alle persone fragili; accessibilità e prossimità: l’accesso agevole e la collocazione vicina ai luoghi di vita quotidiana favoriscono inclusione, sicurezza e partecipazione; promozione del dialogo: lo spazio facilita il confronto tra tutti gli attori coinvolti, vittime, familiari, operatori sanitari, giuristi, esperti e cittadini, rendendo la giustizia un luogo più umano e relazionale.

Giustizia, cura e qualità organizzativa

Questi riferimenti normativi e valoriali rendono lo Spazio Ascolto un luogo capace di unire giustizia, cura e qualità organizzativa, trasformando la protezione della persona vulnerabile in una pratica concreta e verificabile. Lo spazio comprende una sala d’attesa accogliente, progettata per ridurre ansia e stress, e una stanza di ascolto protetta, con percorsi dedicati, materiali fonoassorbenti, arredi ergonomici e illuminazione calibrata per garantire sicurezza, privacy e benessere emotivo. Gli ambienti integrano elementi di design biofilico, piante naturali, zone relax e materiali eco-compatibili, in linea con gli standard di qualità ISO e con la normativa europea a tutela delle vittime particolarmente vulnerabili.

Una rete professionale e multidisciplinare a servizio delle vittime

La gestione dello Spazio Ascolto sarà affidata alla Fondazione Po.l.i.s. e alla Cooperativa EVA, realtà impegnate da anni nel sostegno alle donne vittime di violenza e nei percorsi di protezione e autonomia.

L’équipe prevede la presenza di: psicologi, assistenti sociali, giuristi, mediatori, educatori e professionisti dell’etica della cura. Il personale sarà affiancato da operatori formati nell’ambito di ReCEPL e ALSOB, con competenze specifiche su trauma, vittimologia, privacy e protocolli anti-discriminazione.

Un impegno concreto per una giustizia più inclusiva

Con l’apertura dello Spazio Ascolto, la Corte di Appello di Napoli e la Procura Generale rafforzano il proprio impegno nella costruzione di una giustizia che sa ascoltare, che protegge e che accoglie, trasformando un luogo istituzionale in uno spazio di cura, dignità e sicurezza. L’iniziativa rappresenta un modello replicabile anche in altri distretti giudiziari, offrendo un contributo concreto alla tutela delle vittime e promuovendo una cultura della giustizia attenta alla persona.

 

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di admin

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