Con “Salerno Massonica. Tra Risorgimento e Fascismo”, pubblicato da Edizioni “Il Saggio”, Andrea Enzo Gottardo Crivellotto propone una ricostruzione storica rigorosa e al tempo stesso sorprendente, che illumina una pagina spesso rimasta ai margini della narrazione pubblica: il ruolo della Massoneria nella vita politica, sociale e culturale della città di Salerno tra Ottocento e primo Novecento. Il volume affronta un periodo cruciale della storia italiana – dall’Unità al regime fascista, seguendo le tracce, talvolta silenziose ma decisive, delle logge salernitane, dei loro protagonisti, dei conflitti interni e delle persecuzioni subite. Ne emerge un quadro complesso, dove l’idealismo risorgimentale, le aspirazioni liberali e il fervore civico si intrecciano con tensioni ideologiche, scontri di potere e repressioni politiche.

Stile chiaramente e documentato

Crivellotto, con uno stile chiaro e documentato, ricostruisce le figure di sindaci, professionisti, militari, intellettuali e amministratori che, con diverse sfumature e appartenenze, hanno fatto della Massoneria un luogo di confronto e promozione civile. Le logge diventano così specchio delle trasformazioni della città, dei suoi entusiasmi patriottici, delle sue ferite e delle sue contraddizioni.

Massoneria e fascismo

Particolare attenzione è dedicata al rapporto tra Massoneria e fascismo: un passaggio drammatico che segna la fine di un mondo e l’inizio della clandestinità, con la distruzione degli archivi, le epurazioni e la cancellazione pubblica di simboli e riferimenti culturali. Anche per questo, il lavoro di Crivellotto assume il valore di una restituzione storica: recupera memorie disperse, ridà voce a storie dimenticate e ricompone un mosaico identitario che appartiene non solo alla Massoneria, ma alla città intera. Salerno Massonica non è soltanto un saggio di storia locale: è un invito a guardare con occhi nuovi alle dinamiche sotterranee che hanno attraversato la società italiana, mettendo a fuoco una Salerno meno conosciuta, ma essenziale per comprendere il suo sviluppo politico e culturale.

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di Ornella Trotta

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