Il Falaut Campus lancia note di pace che vibrano da Polla a Gaza. La storica manifestazione, fondata dal maestro Salvatore Lombardi e giunta alla sua XIV edizione, è in programma nella cittadina valdianese fino al 31 luglio.
Oltre 200 i giovani musicisti, provenienti da Italia, Olanda, Turchia, Lettonia, Estonia, Bulgaria, Armenia, Russia, Corea, Cina, che prenderanno parte all’evento.
Da Polla a Gaza, il messaggio di pace della Falaut Campus Flute Orchestra
Al centro del programma il brano Baym Rebn in Palestina, eseguito dalla Falaut Campus Flute Orchestra. L’opera è una rivisitazione del klezmer tradizionale, un genere musicale che, in questa versione, fonde elementi palestinesi e israeliani.
La performance, tenutasi ieri sera durante il concerto alle Grotte di Pertosa-Auletta, si ripeterà nel corso della settimana a Polla presso l’Auditorium “Rocco Giuliano” all’interno dell’Istituto Omnicomprensivo Statale e sulle gradinate del Convento di Sant’Antonio.
Il plauso del Sindaco Loviso

Massimo Loviso, Sindaco di Polla, ha espresso grande soddisfazione per l’evento: «Siamo felici di poter ospitare per il quarto anno consecutivo il Falaut Campus, che anche quest’anno coinvolge tanti musicisti, venuti a Polla per il perfezionamento musicale del flauto traverso e della musica classica».
La kermesse musicale vede coinvolta tutta la comunità pollese. Sono tanti, infatti, gli albergatori e i cittadini che stanno ospitando i musicisti, i loro familiari e anche qualche cultore della musica.
«I concerti, che si tengono di solito nelle ore serali, rappresentano un momento di promozione turistica e di grande rivalutazione per Polla e per i comuni limitrofi» spiega il primo cittadino.
«Non è un semplice momento culturale, ma un’occasione di valorizzazione delle nostre peculiarità, dei nostri monumenti, delle nostre tradizioni. Speriamo di poter continuare anche nei prossimi anni ad ospitare gli amici flautisti e la direzione artistica affidata al maestro Salvatore Lombardi».
Loviso ha poi sottolineato l’importanza del messaggio di pace veicolato dall’iniziativa, promossa dell’Amministrazione comunale: «Ringrazio e saluto gli amici flautisti, il maestro Lombardi, gli uffici comunali e l’amministrazione, in particolare il consigliere Giuseppe Curcio» ha concluso il sindaco.
Note per la pace: Baym Rebn in Palestina dal Falaut Campus
Il brano, che verrà proposto più volte dall’Orchestra del Falaut Campus, è una rielaborazione realizzata dall’Istituto Magnificat, una scuola di musica fondata nel 1995 nel cuore della Città Vecchia di Gerusalemme, e tempo fa cantata dai bambini negli asili.
«Il Magnificat è retto da pochi frati italiani, lì nasce l’ultimo sogno mondiale, un’orchestra composta da islamici, ebrei e cristiani, che continuano a suonare insieme nonostante i pareri contrari delle loro famiglie – racconta Paolo Totti, direttore della Falaut Campus Flute Orchestra – A questi musicisti non interessa se il collega di spalla sia di una religione diversa.
Purtroppo non abbiamo notizie confortanti. Siamo in collegamento con loro via mail, in questo momento si trovano senz’acqua e senza luce. Ma continuano a suonare.
Anni fa mi mandarono questa canzone, che si chiama “Baym Rebn in Palestina”, basata su temi che hanno rielaborato musicalmente. Deriva da canzoni che interpretavano i bambini israeliani e palestinesi, insieme, nelle scuole dell’infanzia.
Il brano ha una grammatica che utilizza la seconda aumentata, intervallo tipico della musica araba, però basata su un ritmo improvvisativo ebraico.
La cantavano senza problemi, fino ad alcuni anni fa. Adesso la portiamo noi in giro, perché non la suona più nessuno.
In quelle terre, i bambini sono divisi e educati all’odio. Oggi avranno 20 anni o più, e stanno combattendo su fronti diversi. La musica è un metalinguaggio a livello grammaticale, ma smuove le unità interiori del cuore che mettono d’accordo tutto il mondo».
Un’operazione culturale che lancia un messaggio disperato di pace per quel che sta accadendo in Palestina. «Anche qui al Campus ci sono ragazzi con culture diverse, ma la musica li unisce – aggiunge il fondatore del Falaut, Salvatore Lombardi – Nel nostro piccolo cerchiamo di dare un segnale, di smuovere le coscienze. Le centinaia di giovani musicisti che vengono al Falaut Campus parlano il linguaggio universale della musica e vivono per una settimana tutti insieme, trovando bellezza e ricchezza intellettuale nella diversità delle loro rispettive culture. Dai bambini e dai ragazzi dovremmo imparare un concetto fondamentale: avere un mondo di pace è un miracolo possibile».

Polla diventa “Città del flauto”
Il Falaut Campus trasforma Polla, nel Vallo di Diano, in una vera e propria “città del flauto”. Docenti e studenti da ogni parte del mondo, concertisti, solisti, professori d’orchestra, abitano la città per una settimana, creando un ambiente dinamico e stimolante.
Falaut Campus è un progetto dell’Associazione AFI Falaut ets, che, con esperienza trentennale, opera nell’organizzazione di eventi musicali sul territorio nazionale e internazionale. Si tengono lezioni giornaliere per i giovani (seminari, workshop, masterclass), mentre nella tarda mattinata e in serata vanno in scena numerosi concerti aperti al pubblico, con la partecipazione di grandi nomi internazionali.
Tra i Maestri e docenti di fama presenti: Aldo Baerten, Ylenia Cimino, Valeria Desideri, Evcil Bulent, Mario Pio Ferrante, Fulvio Fiorio, Francesco Loi, Salvatore Lombardi, Iva Lubomirova, Meija Ilona, Ivan Nardelli, Paolo Totti, Lucrezia Vitale; per gli archi Gennaro Cardaropoli (violino) e Rafaella Cardaropoli (violoncello).
Ospiti d’eccezione includono Mario Ancillotti, Irina Stachinskaya, Carmine Luigi Amabile. I pianisti accompagnatori, ormai colonne del progetto, sono Amedeo Salvato e Raffaele Maisano.
I concerti a Polla
Domani, 29 luglio alle 20:30 all’Auditorium “Rocco Giuliano”, si esibiranno Francesco Loi (primo flauto dell’Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova) e Aldo Baerten (primo flauto della Antwerp Symphony Orchestra – Belgio).
Il 30 luglio alle ore 18:30, sarà la volta di Gennaro Cardaropoli (solista internazionale e docente presso il Conservatorio Martucci di Salerno) e Ivan Nardelli (docente presso il Conservatorio Cimarosa di Avellino).
La chiusura è prevista per le 20:30 al chiostro del Convento di Sant’Antonio con Ylenia Cimino (solista internazionale e docente presso il Conservatorio Martucci di Salerno).