Sabato 20 settembre, Sala Consilina ha reso omaggio a uno dei più grandi giuristi italiani del Novecento, Alfredo De Marsico, con un convegno dal titolo Il pensiero socio-politico e giuridico di Alfredo De Marsico a 40 anni dalla scomparsa.
L’evento, tenutosi nell’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Camera”, è stato promosso dal Rotary Club Sala Consilina-Vallo di Diano, con il patrocinio del Comune e del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro.

I saluti di Katia Di Palma, Presidente del Rotary, e del Sindaco Domenico Cartolano, hanno aperto i lavori, sottolineando l’importanza di preservare la memoria di un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia del diritto italiano.
Il pensiero di Alfredo De Marsico
Il dibattito è stato inaugurato dal giornalista Giuseppe D’Amico, attraverso una citazione dello stesso Alfredo De Marsico: «I tribunali non sono soltanto ambienti nei quali si amministra la giustizia: sono centri di cultura, scuole di educazione collettiva.
Sopprimete il tribunale in una zona non favorita dai beni della terra e dalle iniziative economiche e vi avrete spento una fiamma».
Questo pensiero ha aperto una profonda riflessione sulla riforma della geografia giudiziaria, che tanto ha penalizzato il Vallo di Diano.
L’avvocato Vincenzo Bonafine, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro, ha sottolineato a tal proposito che «la legge iniqua che ha riformato la geografia giudiziaria non ha potuto riscrivere e annullare la storia, la cultura, l’identità».
“Un mago della parola”
Bonafine ha poi omaggiato la grandezza di De Marsico, riportando una celebre definizione di De Filippo: «Eduardo De Filippo ebbe a definirlo un maestro della scena della vita. Fu un mago della parola».
Anche Franco Coppi, tra i più noti avvocati penalisti in Italia per aver partecipato a processi di grande risonanza mediatica e già docente a “La Sapienza”, ha tracciato un ritratto profondo del giurista:
«Il diritto penale non interviene solo per affermare sanzioni […] ma propone interessi e diritti di rilevanza autonoma rispetto a quanto possa avvenire in altri campi del diritto».
Coppi ha inoltre evidenziato la modernità del pensiero di De Marsico, sottolineando come il suo invito ai giovani a coltivare la parola sia un messaggio ancora attuale.

Nicola Emilio Buccico, avvocato cassazionista e già senatore della Repubblica, ha riflettuto sulle sfide che la professione forense deve affrontare oggi, come l’avvento dell’Intelligenza Artificiale.
Ma ha anche ricordato il coraggio di Alfredo De Marsico, che durante il Ventennio «si batté nel parlamento fascista per la difesa della persona umana», un gesto unico per l’epoca.
Chi era Alfredo De Marsico?
Nato a Sala Consilina nel 1888, Alfredo De Marsico fu ministro di Grazia e Giustizia durante il governo Mussolini. La sua figura si distinse in momenti storici cruciali.
Nella seduta del Gran consiglio del 24-25 luglio 1943 votò l’ordine del giorno Grandi, contribuendo alla caduta del regime fascista. Un atto che gli costò una condanna a morte in contumacia nel processo di Verona.
Nel 1953 fu eletto senatore nelle file del Partito Monarchico.
Nonostante il suo passato politico, l’avvocato si distinse per una visione garantista del diritto penale, fondata su principi come il divieto di analogia e la tutela del bene giuridico. Non sorprende dunque la scelta di difendere nel 1973 Pierpaolo Pasolini nel processo di Benevento legato al film I racconti di Canterbury.
Definito da Mussolini stesso un “liberale del fascismo”, De Marsico si spense a Napoli l’8 agosto 1985.
Al termine dell’incontro, le parole di Alfredo, nipote del giurista e missionario in Messico, hanno toccato profondamente i presenti: «Promuovere tutto questo è valorizzare ciò che oggi non esiste, cioè la giustizia. Sono testimone di una cosa che mi ha sempre colpito di mio nonno: pur essendo stato condannato a morte e avendo subito diverse ingiustizie, non ha mai criticato nessuno».