ATENA LUCANA. Umanesimi in transizione tra Europa e America Latina è il titolo del convegno che Atena Lucana si prepara a ospitare.

Due giornate (lunedì 29 settembre e mercoledì 1 ottobre), tra Atena e Napoli, focalizzate su un tema di grande attualità filosofica e sociale: il nuovo concetto di Uomo tra Occidente e America Latina. L’evento promette di essere un’importante occasione di confronto sulle sfide che l’identità umana sta affrontando nell’era della globalizzazione e dei mutamenti geopolitici.

Ce ne parla il professor Giuseppe Antonio Di Marco, ateniese di nascita, già docente di filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II (UNINA).

 

Panorama di Atena Lucana – fonte Wiki

Il valore reale dell’Uomo, oggi

 

Il cuore della discussione ruota attorno alla messa in discussione del “valore reale dell’uomo” operata dall’ingresso di nuove culture e dal ridefinito ordine mondiale. I relatori affronteranno le relazioni tra Occidente e America Latina, analizzando come l'”uomo europeo”—tradizionalmente al centro del pensiero umanista—si trovi oggi in una posizione di ridefinizione a causa del nuovo ordine mondiale.

L’attuale assetto geopolitico e culturale ha evidenziato la necessità di superare una visione eurocentrica dell’umanità e di riflettere sulle dinamiche di potere tra i continenti.

Un filone cruciale che sarà esplorato è quello della filosofia francese, in particolare il contributo di pensatori che hanno messo in crisi il concetto di soggetto monolitico attraverso l’introduzione del concetto di ALTRO. Questo concetto, fondamentale, sposta l’attenzione dalla centralità dell’individuo isolato alla relazione e al riconoscimento reciproco, essenziale per un umanesimo rinnovato. L’Alterità diventa così non solo un oggetto di studio, ma una lente attraverso cui riconsiderare i rapporti tra culture, identità e sistemi di valori.

 

Da Schmitt a Freire passando per De Andrade

 

Il convegno renderà omaggio a figure centrali nel pensiero sull’emancipazione, come Paulo Freire, il cui lavoro sarà ampiamente studiato. Il legame di Atena Lucana con Freire è particolarmente forte, data la presenza in loco di una sezione delle scuole serali e per immigrati a lui intitolata, testimonianza dell’impegno per l’inclusione e l’istruzione.

Il dibattito filosofico si estenderà a conservatori della filosofia contemporanea come Carl Schmitt, il cui pensiero sul problema dell’uomo e la sua condizione è fondamentale. Le sue riflessioni sull’agire umano e le crisi offrono un controcanto necessario per comprendere la fragilità della condizione umana moderna. “Chi decide che cosa è umano?”. Questo percorso metterà in dialogo la filosofia conservatrice di Carl Schmitt con il pensiero di Giorgio Agamben. Analizzando il concetto di Stato d’eccezione (Schmitt) e la figura dell’uomo nudo/vita nuda (Agamben), i relatori indagheranno come il potere politico delimiti ciò che è considerato pienamente umano e ciò che viene escluso.

 

La questione dell’Uomo Nuovo 

 

Un confronto avvincente sarà incentrato sulla figura dell'”Uomo Nuovo”. Questo tema metterà in parallelo la critica alla società industriale avanzata di Herbert Marcuse e l’ideale rivoluzionario di Ernesto “Che” Guevara. Entrambi, pur con approcci diversi, hanno sognato e teorizzato una trasformazione radicale della coscienza e dell’esistenza umana, tentando di superare l’alienazione capitalistica o coloniale.

L’America Latina non è vista solo come oggetto di studio, ma come luogo di genesi per nuove idee di umanità libere dai vincoli metafisici europei. “Sono venuto in Messico per cercare una nuova idea dell’uomo”. Questo il pensiero di Arnaud e la necessità di decentrare il soggetto umano dalle categorie occidentali.

 

Uomo, natura e industrializzazione

 

Altro tema di rilievo  sarà l’impatto della modernità sull’esistenza umana, in particolare il nesso tra “uomo natura” e l'”industrializzazione dell’agricoltura”. Questo punto solleva interrogativi ecologici ed etici sull’alienazione dell’uomo dal suo ambiente e sul modo in cui i sistemi produttivi ridefiniscono il rapporto tra l’essere umano e la terra, intersecando profondamente la nozione di umanesimo.

Organizzato nell’ambito della cooperazione tra l’Universitade Federal do Espírito Santo (UFES), l’Universitade de Èvora e il Dipartimento di Studi Umanistici UNINA, il convegno si configura come un appuntamento imperdibile per studiosi e per chiunque sia interessato a decifrare le complesse coordinate del concetto di uomo nel XXI secolo.

 

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di Marianna Addesso

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